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Cibo e mangiatoie per gli uccelli

Mangiatoia a casettaMangiatoia a casettaCon l’inverno inizia un difficile periodo per tutti gli uccelli che non sono migrati a Sud: le siepi rosse di bacche, i prati marcitoi, i campi di cardi e i frutteti sono quasi scomparsi dalle nostre campagne. Le fonti naturali di alimentazione invernale sono presto esaurite e gli uccelli che si avvicinano alle abitazioni trovano difficilmente del cibo nei giardini asettici con thuie e laurocerasi o fra le strade asfaltate.

Ecco allora che il cibo di una mangiatoia può fare la differenza fra la vita e la morte per molti esemplari, soprattutto durante gli inverni più lunghi e nevosi.

Ma non nascondiamo l’aspetto umano della faccenda: adulti e bambini scoprono di divertirsi un mondo ad alimentare gli uccelli. Nella mangiatoia vengono avvistati e fotografati esemplari di specie altrimenti difficili da osservare da vicino e così facendo ci si avvicina ed affeziona sempre di più alla vita delle creature alate.

Alimentare gli uccelli in inverno è la cosa più facile del mondo. Per prima cosa bisogna procurarsi o costruirsi una mangiatoia: vi sono quelle a casetta o quelle a tramoggia per il davanzale

Le mangiatoie a casetta possono essere sistemate ovunque, in terrazzo, su di un palo nel mezzo del giardino, appese ad un ramo di un albero, l’importante è che siano in un punto aperto da dove gli uccelli possano sorvegliare i dintorni e dove nessun predatore possa acquattarsi. Allo stesso tempo nelle vicinanze (4-6 metri) deve esservi un albero o cespuglio dove i volatili possano rifugiarsi in caso di pericolo.

Cardellino su distributore di semi
 (© David Friel/Wikicommons)Cardellino su distributore di semi
(© David Friel/Wikicommons)
Bisogna essere sicuri che il cibo dentro la mangiatoia resti protetto dall’acqua il più possibile per evitare che si formino muffe. A questo scopo è anche opportuno non eccedere nella quantità di cibo che si somministra, avendo cura di dare quanto gli uccelli tendono a consumare in una giornata.

L’alimentazione dovrebbe iniziare a fine autunno, all’incirca da metà novembre, lasciando in mangiatoia due cucchiaiate di mangime per abituare gli uccelli ad avvicinarsi. Con le settimane poi, a seconda della quantitá di mangime che viene consumato si aumentano le dosi. La cosa migliore è controllare la sera che la mangiatoia sia vuota e riempirla di nuovo, in modo che il cibo sia disponibile la mattina presto, il momento in cui gli uccelli ne hanno maggiore bisogno. In primavera si va invece diminuendo con il cibo fino a terminare verso metà marzo.

Nel caso che si voglia continuare ad alimentare gli uccelli anche durante la primavera ed estate, bisogna somministrare solo frutta fresca, bacche o sementi, ovvero alimenti che gli animali troverebbero anche in natura: niente briciole, panettone, grasso!! Se volete proprio aiutare dei genitori ad allevare i loro piccoli potete anche fornire in mangiatoia camole del miele o della farina (queste si allevano bene in un contenitore buio, riempito di farina e pane raffermo). Ma non è davvero necessario ed è bene che gli animali nella bella stagione se la cavino da soli e varino la dieta dei loro piccoli il più possibile.

Cinciallegra e picchio muratore in mangiatoia a tramoggia con palla per cince e noccioline (© Marion & Christoph Aistleitner/Wikicommons)Cinciallegra e picchio muratore in mangiatoia a tramoggia con palla per cince e noccioline (© Marion & Christoph Aistleitner/Wikicommons)Invece in inverno, una volta che si è cominciato ad alimentare gli uccelli, non ci si può fermare: questa è la prima regola del birdgardener. Se dovete assentarvi dalla casa, chiedete che qualcuno vi rimpiazzi o utilizzate distributori automatici a tramoggia. Gli uccelli ormai contano sulla vostra stazione di rifornimento e interrompere il “servizio” potrebbe costare la vita ad alcuni di loro.

Si tenga presente che quando si inizia ad alimentare gli uccelli in un nuovo posto, questi ci metteranno mesi prima di scoprire da soli la nuova fonte di alimentazione. Per accelerare il processo di esplorazione consigliamo di appendere nei dintorni della mangiatoia bacche di sorbo degli uccellatori, vite americana, kaki, far crescere girasoli, in modo che gli animali siano naturalmente spinti a visitare la zona.

Infine è importante fornire agli uccelli una grande varietà di cibo non sono nei contenuti, ma anche nelle forme: per esempio il merlo non ama entrare nella mangiatoia ma si alimenterà sul terreno con le briciole cadute, i cardellini preferiranno un distributore di semi di lino, mentre il picchio non si allontanerà facilmente dalla palla di grasso appesa all'albero.

Un vera stazione di alimentazione per uccelli darà pienamente gioia a noi e soddisfazione ai piccoli pennuti se riuscirà ad attrarre tanti esemplari di numerose specie.

Qui di seguito suggeriamo i cibi da fornire, come fornirli e a chi fornirli...


E, per chi vuole godersi la "Ballata degli Uccelli affamati", guardate il video qui sotto!!! (Se non appare subito, schiacciate F5 sulla tastiera "refresh")