Printer-friendly version

Il terrazzo: un giardino pensile

Terrazzo ligure con glicine (© depa19/wikicommons)Terrazzo ligure con glicine (© depa19/wikicommons)Anche in un terrazzo si può costruire un birdgarden e invitare così molta avifauna, oltre a farfalle e altri graziosi insetti. L’unica accortezza che bisogna tenere sta nella scelta delle piante e nella loro ubicazione. In generale gli elementi di un birdgarden pensile sono gli stessi di un vero giardino naturale: alberi, arbusti, rampicanti, acqua, una mangiatoia e una cassetta nido.

Le piante ovviamente vanno messe in vaso e per evitare problemi di peso eccessivo è consigliabile utilizzare vasi di plastica, sebbene in estate si riscaldino al sole, richiedendo una maggiore innaffiatura. L’acquisto di un impianto di irrigazione automatica è fondamentale quindi per distribuire giornalmente il prezioso liquido da maggio ad agosto.

Merlo durante un bagno in terrazzo (© Christine Matthewsl/wikicommons)Merlo durante un bagno in terrazzo (© Christine Matthewsl/wikicommons)Se avete una parete scoperta utilizzatela per farvi arrampicare un rampicante, magari aiutandolo all’inizio fissando alla parete un graticciato dove possa arrampicarsi. Il caprifoglio sarà facile da tenere sotto controllo, ma creerà facilmente una massa di rami secchi che occuperanno spazio. La vitalba è ottima, ma avrà bisogno di molto sole. Una vite, posta al sole o in un vaso di medie dimensioni potrá darvi anche grappoli oltre alla verde copertura, mentre l’edera e la parthenocissus tricuspidata sarebbero ottime, ma difficili da controllare in piccoli spazi (inoltre le ventose rischiano di rovinare l’intonaco). Il glicine darà ottime fioriture, ma ha bisogno di umidità e terra relativamente abbondante.

Per dare più colore al terrazzo si utilizzino in abbondanza le piante aromatiche, dalle fioriture prolungate: lavanda, salvia, timo, maggiorana e rosmarino. Fiori naturali possono essere le pervinche, primule e le piante grasse dei muretti a secco.

Per i cespugli si scelgano sanguinella, corniolo, corbezzolo, bosso, lillà, viburno, ginestra. Se non si ha paura delle spine anche il biancospino, la rosa canina e la pyracantha sono benvenuti. Non si rinunci poi ad almeno un albero: per metterlo a dimora ci si procuri un vaso grande di almeno 45 cm di profondità. Una delle specie che darà maggiori soddisfazioni sarà il gelso: robusto e resistente al gelo e alla siccità, darà bacche estremamente appetite in estate e un fogliame fresco per molti mesi. Non sarà difficile che merli e codirossi portino ogni primavera i loro piccoli a svezzarsi con le bacche di questa pianta. In alternativa si può pensare a un olivo, ciliegio o melo selvatico.

Fiori di caprifoglio (© sannse/wikicommons)Fiori di caprifoglio (© sannse/wikicommons)Non ci si preoccupi daltronde troppo per le dimensioni dell’albero. Essendo in vaso, questo fermerà automaticamente il suo sviluppo quando le radici avranno occupato tutto lo spazio disponibile.

Il pavimento del terrazzo ovviamente dovrà essere ben isolato per evitare infiltrazioni d’acqua ed è auspicabile che la superficie sia liscia (piastrelle) per evitare depositi di materiale organico che potrebbero invitare le radici ad espandersi da sotto il vaso incunenadosi negli interstizi in cerca di altro nutrimento.

Non si mettano mai due cespugli in uno stesso vaso per evitare che il più forte sopraffagga e uccida il più debole.

Infine si creino delle strutture apposite per gli animali: cassette nido sui lati meno frequentati del terrazzo (mai sul lato sud o con prolungata esposizione ai raggi solari), una mangiatoia e infine un abbeveratoio (un sottovaso o una ciotola di marmo) in cui si avrà cura di cambiare spesso l’acqua e di fornire un comodo posatoio perché gli uccelli possano bere e bagnarsi.