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Lo stagno: un po’ d’acqua in giardino!

Lo stagno è l'elemento centrale di ogni giardino naturaleLo stagno è l'elemento centrale di ogni giardino naturaleSe si desidera attrarre in breve tempo molti animali di molte specie nel proprio giardino, bisogna pensare a creare anche uno specchio d’acqua al suo interno: l’acqua e l’umidità sono un importantissimo magnete per la vita e in pochi mesi nei pressi della propria zona umida verranno le libellule a depositare le uova, gli uccelli a bagnarsi, i ricci a bere e pipistrelli e rondini ad alimentarsi di insetti. Con un po’ di fortuna appariranno col tempo anche salamandre, tritoni, rane e rospi.

Considerando poi che l’uomo nel corso della sua esistenza come specie ha portato avanti sistematicamente progetti di distruzione delle zone umide, regalare alla natura di casa un piccolo stagno, è uno dei nostri compiti principali.

Per le dimensioni e la maniera di riportare l’acqua nel proprio giardino, bisognerà valutare innanzitutto quanto spazio ed energia vi si voglia dedicare. La soluzione più immediata è di mettere in giardino una tinozza con la parte esterna in legno o un abbeveratoio in pietra: non è l’ideale, ma con poco sforzo si può fornire acqua agli uccelli. Nel caso della tinozza bisogna mettere sul fondo una decina di cm di sabbia e ghiaia, aggiungere qualche pietra e infine mettere a dimora le piante acquatiche.

Se non si dispone di uno stagno, un abbeveratoio in pietra può offrire da bere e da bagnarsi per molti uccelli (© Forest & Kim Starr/Wikicommons)Se non si dispone di uno stagno, un abbeveratoio in pietra può offrire da bere e da bagnarsi per molti uccelli (© Forest & Kim Starr/Wikicommons)Nel caso invece si decida di creare uno stagno si hanno tre opzioni: o si utilizza una gettata di cemento per impermeabilizzare il corpo d’acqua, o si acquista in un garden centre una o più vasche di fibra di vetro costruite all’uopo, oppure si riveste il fondo dello stagno con un telo di plastica (meglio la gomma butilica). In quest’ultimo caso - che è anche la scelta più economica – bisogna stare molto attenti che il foglio di plastica sia disposto su terriccio setacciato, morbido e senza parti taglienti. Quando vi si aggiungerà l’acqua la plastica dovrà sostenere parecchie centinaia di chili e qualsiasi sporgenza della terra sottostante rischierà di bucare il telo rendendo vano l’intero lavoro. Una buona idea potrebbe anche essere quella di disporre fra suolo e terra un abbondante strato di giornali umidi, a guisa di cuscinetto..

Una volta che si è scelto come realizzare l’impermeabilizzazione bisogna posizionare e dare una sagoma allo stagno. Le piante acquatiche hanno bisogno di sole, quindi lo stagno deve essere posto in piena luce. La profondità massima dovrebbe poi aggirarsi intorno agli 80 cm per evitare che geli in inverno, ma molto più importante è prevedere margini degradanti, in modo che le diverse profondità di acqua siano rappresentate (con le loro diverse nicchie per anfibi, larve, piante). Ai bordi una zona di 30-20 cm è fondamentale per molte specie, ma affinché gli uccelli che si recano per abbeverarsi e bagnarsi non affoghino vale la pena creare un margine di acqua di pochi centimetri su tutti i lati, dove posizionare pietre o altri posatoi. Sympetrum flaveolum, una libellula del nord Italia (© André Karwath/Wikicommons)Sympetrum flaveolum, una libellula del nord Italia (© André Karwath/Wikicommons)

La forma dello stagno dovrebbe essere il più irregolare possibile per simulare la sua naturalità. Sul fondo, appena sopra il telo di plastica, bisogna aggiungere uno strato di terra di circa 15-20 cm: dove si vogliono far cresecere più piante lo strato di terra deve essere maggiore. La terra può essere un miscuglio di ghiaia, sabbia, concime bovino e terriccio.

Una volta sistemato il fondo, si inizia ad aggiungere acqua, lasciandola decantare per alcuni giorni. Quindi bisogna ricoprire con delle pietre i bordi del telo di gomma che avranno la tendenza a sporgere ai lati. Solo a questo punto si può cominciare a mettere a dimora le piantine, le più preziose magari in vaso, quelle sommerse semplicemente ancorandole con una pietra al fondo perché attecchiscano.

Prima di passare alle specie palustri più importanti ricordiamo alcuni principi importanti: La bella hydrocharis morsus ranae
 (© Christian Fischer/Wikicommons)La bella hydrocharis morsus ranae
(© Christian Fischer/Wikicommons)

  1. Se si vogliono ospitare salamandre, rane e tritoni nello stagno è meglio rinunciare ai pesci, che ne sono grandi predatori. In uno stagno di piccole dimensioni è difficile infatti che si crei un equilibrio prede/predatori. Se si decide invece per i pesci, si deve rinunciare a molti anfibi, libellule e crostacei, ma si avrà la possibilità di attirare il martin pescatore e forse qualche airone.
  2. Anfibi da immettere nello stagno non vanno mai prelevati in natura, ma da altri stagni privati, mentre per le piante è preferibile acquistarle nei garden centre.
  3. Dopo un anno lo stagno tenderà a chiudersi con la vegetazione. Sarà necessario controllare e diradare le piante. Anche le foglie morte vanno eliminate il più possibile per evitare l’aumento di materia organica e lo sviluppo eccessivo di microrganismi.
  4. Non liberare nello stagno assolutamente tartarughe appartenenti a specie alloctone.

Ecco le specie aquatiche dello stagno ("galleggiante" significa che affiora, ma è radicata sul fondo, "natante" significa che non è fissata, "emergente" che ha buona parte del fusto fuori dall'acqua e "marginale" che vive in terra umida ai margini dello stagno):

Nome volgare Nome scientifico Caratteristiche
ceratofillo Ceratophyllum submersum pianta sommersa ossigenante
miriofillo d’acqua Myriophyllum spicatum pianta sommersa ossigenante
erba gamberaia Callitriche stagnatilis foglie affioranti dall'acqua a formare un fitto tappeto su superfici di acqua ferme o lente. Galleggiante
ninfea Nymphaea alba celebre pianta acquatica dai fiori bianchi e gialli. Galleggiante
nannufaro Nuphar luteum dal fiore giallo. Galleggiante
ranuncolo acquatico rAnunculus aquatilis dai piccoli fiori bianchi. Galleggiante
morso di rana Hydrocharis morsus ranae dai colori simili alla ninfea, sebbene più piccolo. Natante
iris giallo Iris pseudacorus pianta emergente dal fiore giallo. Emergente o marginale
giunco fiorito Butomus umbellatus dai piccoli fiori rosa. Marginale
coltellaccio Sparganium erectum giunco dai fiorellini gialli. Emergente
menta acquatica Mentha aquatica con fiuritura rosa. Marginale
salcerella Lythrum salicaria con fioritura lillà. Marginale
veronica beccabunga Veronica beccabunga con estesa fioritura azzurrina. Marginale
non ti scordar di me palustre Mysotis palustris dai fiori azzurrini. Marginale
lenticchia d’acqua Lemna minor natante, il tappeto verde dello stagno..
equiseto palustre Equisetum palustre emergente, come una foresta amazzonica semisommersa..
crescione d’acqua Nasturtium officinale dai fiori bianchi. Emergente