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Paradisi in vendita

Cina: uccelli in gabbiette appena catturati (© Stougard/wikimedia commons)Cina: uccelli in gabbiette appena catturati (© Stougard/wikimedia commons)Cacciatori di uccelli, trappolatori e commercianti di animali sono al lavoro in tutto il mondo per rifornire i salotti delle case europee di un tocco di esotismo sotto forma di animali in gabbia. Le loro prede – o meglio la loro merce – hanno alimentato per decenni le importazioni verso l'Unione Europea di sempre nuove specie selvatiche e nuovi esemplari, fino a quando, nel 2007, l'UE ha bandito definitivamente l'importazione di animali di cattura. Un brutto colpo per tanti commercianti che negli anni anteriori al bando, erano riusciti a fare profitti con ben un milione e mezzo di uccelli annualmente catturati e poi smerciati fra piccoli negozianti, collezionisti e zoo. O forse neanche tanto un brutto colpo, dal momento che il traffico continua ancora oggi sotto banco.


Un caso per tutti – i pappagalli

Ci sono più specie di pappagalli in pericolo nel mondo che qualsiasi altra famiglia di uccelli. La lista rossa delle specie in pericolo di estinzione menziona 94 pappagalli, di cui alcuni posti nella categoria „vulnerabili“, altri „in pericolo“, altri ancora „in pericolo critico“ (in pratica ormai vicini alla scomparsa in natura). La ragione del declino numerico di questi animali è sempre la stessa: L'ara giacinto, probabilmente l'ultima sopravvissuta in natura delle tre specie di ara azzurre sudamericaneL'ara giacinto, probabilmente l'ultima sopravvissuta in natura delle tre specie di ara azzurre sudamericanela cattura per rifornire il lucrosissimo mercato degli animali da salotto, gli animali da decorazione. Numerosi studi eseguiti nelle zone tropicali hanno dimostrato il legame fra la domanda europea di pappagalli e il crollo delle popolazioni selvatiche. Un esempio è l'ara di spix, recentemente data per estinta in natura, o la triste sorte di molte specie di cacatua asiatici, in declino drammatico, tutti animali che hanno sofferto del trappolaggio massiccio realizzato ai loro danni per fini commerciali.

Purtroppo gli strumenti legali per controllare questa forma distruttiva di commercio, come la Washington Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (CITES) riescono solo in parte a funzionare come dovrebbero. Lo stesso CITES riporta ancora troppi casi in cui le legislazioni nazionali lasciano ampi spazi che permettono ai commercianti di aggirare le norme per la protezione delle specie, o addirittura stati in cui i reati implicanti il commercio di animali esotici vengono tollerati e rimangono impuniti.