Printer-friendly version

La storia dell'associazione – trent’anni contro l’uccellagione

La cronaca del nostro lavoro dal 1975 al 2005

1975 – Mentre Juan Carlos diventa re delle Spagna e Richard Nixon inciampa nell’affare Watergate, in Germania, sulla scia della crisi del petrolio, germoglia la fragile pianticella del movimento ambientalista. Che sia contro l’energia nucleare, contro la costruzione di autostrade o di aereoporti, le iniziative popolari si moltiplicano per la difesa del territorio e della natura. In questo contesto giungono dal Sud Europa notizie di milioni di uccelli massacrati da cacciatori e bracconieri per ogni stagione di caccia. E sono notizie che non cadono su un terreno sterile: un gruppo di ambientalisti e ornitologi, stanchi di stare ad assistere passivamente alla distruzione del patrimonio naturale, si riuniscono a Berlino nel gennaio del 1975 e fondano il „Komitee gegen den Vogelmord e.V – CABS - Comitato contro l’uccellagione“.

L’Italia è fin dall’inizio uno dei cardini operativi della nuova associazione. Come primo passo si inizia a stabilire rapporti con gli organismi locali, già attivi nella lotta contro i grandi mulini a vento della caccia. Il primo partner del Komitee è la Lega Abolizione Caccia (LAC) insieme con il „Gruppo Naturalistico della Brianza“. Entrambe le associazioni sono completamente sommerse di lavoro e in uno stato di continua emergenza economica, ciononostante, già nel primo anno di vita, grazie alle donazioni raccolte dal CABS, si può dare inizio a una campagna di protesta e così porre le basi per le successive operazioni nel nord Italia. Il titolo della campagna è: „Niente vacanze dove si pratica l’uccellagione“: decine di migliaia di cartoline di protesta, con le firme di migliaia di ambientalisti tedeschi sdegnati, vengono depositate davanti all’ambasciata italiana di Bonn e, quant’anche in realtà non si verifichi un reale calo di vacanzieri, tanto basta perchè il turismo italiano provi un brivido di terrore. Nel 1977 sulla costa dell’Adriatico appaiono cartelli turistici che annunciano: "In questo paese non si pratica l’uccellagione"! Autunno 1987: i volontari rimuovevano 2.000 archetti in un giornoAutunno 1987: i volontari rimuovevano 2.000 archetti in un giorno

Diviene comunque presto chiaro che le azioni di protesta non possono servire a molto. Bisogna procurarsi leggi migliori! Attraverso petizioni, perizie, studi e iniziative popolari il Komitee riesce a intervenire in molte importanti iniziative legislative a livello europeo, e con successo. Alla fine degli anni ‘70 molti stati europei si sono così dotati di una normativa più efficiente per la protezione della natura, mentre nell’aprile del 1979 esce la Direttiva Uccelli dell’Unione Europea, chiave di volta per le battaglie del trentennio successivo.

Eppure proprio davanti alla porta di casa continua a fiorire l’uccellagione. Sempre negli anni ‘70 nelle zone di Harz e vicino ad Aquisgrana – in Germania – centinaia di fringillidi vengono catturati con permessi speciali per poi essere smerciati attraverso canali poco chiari. Il Komitee prende di mira queste attività, arrivando a smascherare uccellatori, commercianti e allevatori senza scrupoli, tutti coinvolti nel lucroso affare del reciclaggio e della vendita di fringuelli, cardellini, ciuffolotti, lucherini. Molte decine di appassionati „ornitofili“ vengono denunciati e condotti davanti a giudici in processi con multe da decine di migliaia di marchi. L’uccellagione tedesca assume così davanti alla Germania il suo vero volto, diventando particolarmente invisa all’opinione pubblica. Finalmente, nel 1986, con il varo della nuova legge federale per la protezione della natura, viene bandita definitivamente.

Adesivo della campagna: niente vacanze dove si uccellaAdesivo della campagna: niente vacanze dove si uccella All’inizio degli anni ‘80 l’attenzione del CABS si concentra su un nuovo paese: migliaia di uccellatori belga catturano i fringuelli di passo con le reti, chiudendo poi gli animali in gabbiette minuscole in cui passeranno il resto della loro vita. In collaborazione con la Lega Belga per la Protezione degli Uccelli (LRPBO) il CABS inizia una campagna contro questa pratica tanto inutile quanto crudele: in seguito a una petizione ufficiale, la Corte di Giustizia Europea arriva a condannare il Belgio per aver permesso una simile pratica.

Eppure è solo nel 1990, dopo 10 anni di lotta, che l’uccellagione in Belgio viene ostracizzata, mentre nel 1993 viene promulgato il bando perenne. È questo il più grande successo fino a qui ottenuto dal Komitee. Nonostante le direttive dell UE però gli uccellatori belga continuano impuniti a catturare i fringuelli, cosicchè il CABS impegna un’altra strategia, quello che può definirsi un braccio di ferro rituale, giocato sulla frontiera belga-tedesca. Ogni fine settimana i volontari del CABS si riuniscono sul confine con fischi, sirene e buccine, dall’altro lato della frontiera gli uccellatori hanno installato le reti e i richiami illegali. Non appena uno stormo si avvicina i tedeschi iniziano a fare chiasso, lo stormo si spaventa e si allontana dal sito di cattura. A questo punto inizia quanto chiamato poi dai media tedeschi „La guerra degli uccelli“: gli uccellatori, armati di forconi attaccano i dimostranti, ma nel tumulto che ne segue, alcuni ambientalisti si disimpegnano e corrono verso il territorio belga rubando reti e richiami. In pochi minuti la Gendarmerie arriva sul posto e ogni gruppo si rifugia in fretta e furia nel „suo“ Stato! Da un lato uccellatori e gendarmi, a pochi metri di distanza, ma dall’altro lato della frontiera, gli ambientalisti con il loro bottino di uccelli e reti. Gli uccelli vengono così liberati davanti agli sguardi impotenti degli uccellatori, poi il corteo si disperde fino al week-end successivo.

Nel frattempo le nostre campagne in Italia vanno a gonfie vele. Già a partire dagli anni ‘80 le associazioni italiane organizzano manifestazioni con più di 3.000 partecipanti, raccolgono più di 500.000 firme per ogni azione e ogni anno ricevono dalla Germania il supporto di più di 100.000 cartoline di protesta. E i primi successi cominciano a farsi vedere. Nel 1984, dopo 3 anni di proteste, la regione Toscana proibisce l’annuale „Campionato di sparo al piccione“, nel quale in un solo fine settimana ben 8.000 uccelli venivano abbattuti. A questi anni risale anche l’annosa controversia che vede da un lato le regioni del nord e centro Italia (Lombardia, Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche) con la loro volontà filovenatoria di legalizzare il prelievo in deroga di centinaia di migliaia di passeri, fringuelli e peppole, e dall’altro le associazioni LAC, WWF e Komitee, pronte a presentare immediatamente ricorso al TAR. Estate 1984: manifestazione del CABS in Belgio contro l'uccellagioneEstate 1984: manifestazione del CABS in Belgio contro l'uccellagioneNel 1981 il Komitee presenta il suo primo ricorso contro la caccia in deroga, bloccando l’abbattimento di specie protette e fermando l’uccellagione legale con i roccoli. A partire da quell’anno, grazie alle donazioni raccolte in Germania, il CABS finanzia più di 100 ricorsi contro 80 tentativi di cacce in deroga. Si può valutare che circa 15 milioni di fringuelli, peppole, allodole, tordi, passeri e storni vengono così salvati dai cacciatori nel corso di quegli anni!

Nel frattempo sono di nuovo i cacciatori tedeschi a entrare nel mirino del CABS con la campagna: „La caccia nel mare del Nord é un massacro“. Si tratta infatti di una caccia da appostamento fisso, che si pratica nelle acque basse del Mare del Nord (in un parco nazionale) e abbatte ogni anno decine di migliaia di gabbiani, oche, anatre. Ebbene, nel giro di pochi anni con petizioni, manifestazioni e lavoro di lobby, le leggi venatorie di ogni regione della Germania vengono rese più severe e la caccia nel mare del Nord proibita. Nel frattempo si riesce in numerose regioni – di fronte a cali vistosi delle popolazioni – a garantire una protezione completa a specie di oche, starne e gabbiani. Infine con due interventi presso l’Unione Europea nel 1988 e nel 1999 il CABS denuncia le incongruenze fra la legge nazionale tedesca sulla caccia e la Direttiva Uccelli Europea, contribuendo così alla riscrizione in termini restrittivi della prima.

Nel 1984 un nuovo campo di attività viene ad arricchire il curriculum del Komitee: sul mare del Nord, presso Raisdorf, l’organizzazione acquista un complesso di stagni che, oltre ad ospitare una ricca avifauna, sono dimora di molte specie minacciate di anfibi. Il gruppo locale „I Naturalisti di Raisdorf“ si occupa di realizzare un progetto di gestione per la salvaguardia della biodiversità, che beneficia nel giro di pochi anni dell’acquisto di altre aree adiacenti e, nel 1994, di un’ulteriore riserva vicina, „i prati di Schwentine“, zona importante per la fauna legata agli spazi aperti e alle zone coltivate.

Volontario del CABS mentre libera un pettirosso da una reteVolontario del CABS mentre libera un pettirosso da una reteCon il 1984 si apre un nuovo filone di attività per il CABS; è infatti questo l’anno in cui si inaugura il primo campo antibracconaggio in Italia, a Brescia, con il quale per la prima volta l’organizzazione diventa anche fisicamente attiva all’estero. Il campo diventa un punto di ritrovo per molte associazioni italiane e presto si trasforma nell’evento antibracconaggio più importante d’Europa. A partire dagli anni ‘90, sulla scia del successo del campo a Brescia, le azioni in Italia si moltiplicano e partono campi di protezione degli uccelli anche su Ponza, Ischia e, dal 1996, anche in Sardegna.

Da allora fino ad oggi più di 1.300 attivisti hanno preso parte a questi campi, distruggendo circa 340.000 trappole (per lo più archetti), 170.000 lacci e 1.800 reti.

Ma le nuove minacce arrivano ora dall’Est. Con la caduta della cortina di ferro, le steppe e praterie dell’Asia diventano il nuovo serbatoio di affari per i commercianti di animali o, come minimo, un facile canale da percorrere per il contrabbando. Che si tratti di passeriformi, falchi, aquile, pappagalli, animali imbalsamati o trofei di caccia, la Germania si vede al centro di rigogliosi flussi di animali selvatici ingabbiati o morti. Davanti all’incertezza delle autorità il Komitee si presenta come l’unica associazione protezionista disposta a compiere approfondite ricerche, raccogliere indizi e prove e fornire informazioni affidabili e di prima mano alle autorità. I risultati non tardano ad arrivare e in pochi anni decine di contrabbandieri, commercianti e imbalsamatori sono deferiti alle autorità.

Alla metà degli anni ‘90 un nuovo paese entra nella rosa delle nazioni del bracconaggio: si tratta della Francia, il paese con il più alto numero di cacciatori e abbattimenti d’Europa. Nessun paese riesce a farla tanto in barba all’Europa, dichiarando legale quanto di più illegale ci sia nel mondo venatorio. Il Komitee inizia a convogliare sulla Grande Nation le energie liberatesi dalla vittoria contro il Belgio, così a partire dal 1992 i volontari dell’associazione rastrellano le Ardenne raccogliendo i lacci per i tordi disseminati dagli uccellatori francesi. Nel 1996 entra nella rete anche l’organizzazione basca „Organbidexka Col Libre“, che riceve finanziamento dal CABS per portare avanti la sua lotta contro la caccia ai colombacci sui più importanti passi dei Pirenei.

Le Bird Guards volontarie del CABS durante il campo antibracconaggio a MaltaLe Bird Guards volontarie del CABS durante il campo antibracconaggio a MaltaIl lavoro del CABS e dei suoi collaboratori assume una nuova dimensione nel nuovo millennio, quando si rafforzano, in tutti i campi di intervento, la coordinazione con le forze di polizia locali. Nelle valli bresciane la entrata in scena del NOA del Corpo Forestale dello Stato dà una svolta storica alla lotta contro gli archetti. Ora non si tratta più di giocare a nascondino con i bracconieri, chi toglie le trappole e chi rimette le trappole, ma il bracconiere viene atteso sulla tesa di archetti e arrestato dagli agenti della Forestale, finendo per pagare multe salatissime. Solo nei primi anni di presenza della Forestale, il CABS registra con gioia la denuncia di 120 dei „suoi“ storici bracconieri. A Brescia, così come sulle isole di Ponza e Ischia, il bracconaggio comincia così a fare marcia indietro, al punto che oggi gli archetti sono fra le tradizioni venatorie quasi estinte. (Altre informazioni sugli archetti trovate qui.) Ma l’attivarsi coordinato di Forestale e Carabinieri porta grandi successi anche nel campo del contrabbando: grazie ad una investigazione congiunta del CABS, un grosso giro di commercianti di uccelli viene smascherato sulla frontiera slovena insieme con un camion carico di decine di migliaia di animali congelati, diretti verso i ristoranti del nord Italia.

Nel contesto dell’apertura dell UE verso i paesi del Mediterraneo, le isole di Cipro e Malta, fino ad allora terra di caccia indiscriminata, finiscono sotto la lente del CABS. A Cipro interviene già nel 2001 e 2002 un gruppo della LAC: grazie alle donazioni degli sponsors del Komitee i volontari italiani riescono ad individuare le migliaia di trappole e reti sparse sulla costa meridionale dell’isola, rimuovendo in 2 settimane circa 4.000 bastoncini di vischio e liberando centinaia di uccelli. Il CABS ritornerà sull’isola stabilmente a partire dal 2008.

Su Malta la situazione è anche più difficile: il CABS decide sin dall’inizio, nel 2002, di creare un clima di cooperazione con la polizia locale, l’ALE, mentre un altro importante partner locale diventa l’IAR, un centro di recupero per rapaci sperimentale. Con queste basi iniziano i campi primaverili, con la rimozione dei richiami illegali e la denuncia degli abbattimenti di specie protette. Sebbene ci vogliano anni per percepire qualche diminuzione del bracconaggio sull’isola, già nel 2005 si nota l'attenzione con cui la Commissione Europea guarda a Malta, nell’intento di ricondurla nell’alveo della protezione della natura. Mentre si inzia a pensare a veri campi antibracconaggio autunnali con le „bird guards“, si prepara intanto la battaglia in sede europea per imporre infine la chiusura della caccia primaverile sull’arcipelago maltese....