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Le Tendelles del Massiccio Centrale


Il CABS consegna a Bruxelles uno studio sul trappolaggio con le schiacce in Francia

Tendelle ai piedi di un ginepro sul causse NoirTendelle ai piedi di un ginepro sul causse NoirNel Massiccio Centrale francese una tecnica di cattura che risale all’età della pietra è sopravvissuta ai secoli: le schiacce, in francese Tendelles. Per un secolo sono state vietate in quanto chiaramente non selettive, ciononostante nessuna forma di repressione del bracconaggio sia stata mai messa in atto. Finalmente nel novembre del 2005 il governo francese ha deciso di scoprire le carte e ha reso selettive e legali le trappole. Nel giro di una notte alcune centinaia di bracconieri si sono trovati insigniti del titolo di ambasciatori di "una forma tradizionale di caccia“!

Una tecnica antica

Questi ordigni ora tornati in auge appartengono a quanto di più brutale l’arsenale dell’uccellagione europea abbia partorito. La trappola è costituita da una pietra calcarea di 3-10 chili, sostenuta in equilibrio precario da 4 bastoncini, posti a pochi millimetri da un ramo con numerose bacche di ginepro. Quando un animale si avvicina alle bacche, tocca il bastoncino e l’enorme pietra gli collassa addosso. L’80% degli animali muore per il colpo (equivalente per un uomo a ricevere in testa un pietrone di 20 tonnellate), un 12% invece rimane intrappolato ferito sotto il sasso e muore per dissanguamento, soffocamento o ipotermia: le temperature sui Causses non salgono molto sopra lo zero in inverno.

Merla rimasta uccisa sotto una tendelle: la morte spesso avviene per soffocamento o per freddo. Nel becco si vede ancora la bacca di ginepro che fungeva da escaMerla rimasta uccisa sotto una tendelle: la morte spesso avviene per soffocamento o per freddo. Nel becco si vede ancora la bacca di ginepro che fungeva da escaSecondo la deroga del governo le specie catturabili con queste trappole sono cesena, merlo, tordo bottaccio, sassello e tordela, ma ovviamente nulla esclude che vengano catturati anche pettirossi, cince, pispole, fringuelli e addirittura sordoni, zigoli gialli e merli dal collare. Dal momento che queste specie godono tutte della protezione della Direttiva Uccelli, il governo francese, per evitare di incappare nella corte di giustizia del Lussemburgo, dichiara semplicemente che sono pochissimi gli esemplari accidentalmente catturati e continua a permettere a 32 Comuni di piazzzare nei prati di ginepro le circa 20.000 trappole.

Ovviamente il tutto è stato anticipato da una presunta ricerca di due anni, auspiciata dal ministero dell’ambiente e portata avanti dalle organizzazioni venatorie al fine di creare un nuovo tipo di schiaccia “selettiva“. Questa nuova trappola, dotata di due cubetti di legno, dovrebbe evitare che la pietra schiacci completamente la vittima e permettere alle più piccole di sfuggire da sole dai due tunnel laterali lasciati ad hoc. Sebbene agli occhi di qualunque persona che veda la trappola funzionante davanti a sé, questo stratagemma risulti evidentemente inefficace, il governo francese, a furia di studi su studi è riuscito a convincere anche la Commissione Europea della bontà e selettività della nuova trappola.

Le ricerche del CABS sul Massiccio Centrale

Pettirosso ucciso in una tendelle. La selettività di queste trappole è molto bassaPettirosso ucciso in una tendelle. La selettività di queste trappole è molto bassaFra il dicembre del 2006 ed il gennaio 2009 il Komitee gegen den Vogelmord ha realizzato tre sopralluoghi sui Causses per osservare e documentare la realtà di queste trappole. Circa 2.000 tendelles sono state prima rinvenute e marcate sulla carta: in seguito si è realizzato uno studio sistematico su 800 di queste. Obiettivo puntuale dell’operazione: avere dati affidabili da affiancare o contrapporre ai dossiers preparati dalle autorità francesi.

Ma il risultato è stato univoco e non rassicurante per i trappolatori: come previsto nelle trappole si sono rinvenuti non solo tordi, ma una percentuale di uccelli protetti pari al 17%. Bassa selettività quindi. Anche l’argomentazione che le trappole catturino vivi i piccoli uccelletti è stata smentita: non solo l’80% delle vittime erano morte, ma tutti gli esemplari protetti sono stati rinvenuti morti schiacciati. Alcuni tordi che erano ancora vivi sotto la trappola, erano talmente malconci da non poter più essere liberati in natura, alcuni avevano traumi cranici invalidanti, altri presentavano fratture di ali o zampe. Ma l’aspetto forse più interessante si è rivelato quello relativo al tasso di cattura delle trappole: i francesi sostengono che ogni impianto di 80 tendelles cattura al giorno 0,3 uccelli, il che significa che in 92 giorni di trappolaggio ogni uccellatore porterebbe a casa 27 tordi (il che risulta un ben magro bottino, per 3 mesi di uscite sul campo, benzina, etc etc). Secondo le ricerche del Komitee invece, il tasso giornaliero si aggirerebbe intorno ai 2,25 uccelli, con un calo in novembre, per cui ogni impianto catturerebbe per stagione circa 270 uccelli.

Storno con trauma cranico rinvenuto vivo in una tendelle. La specie è cacciabile, ma non trappolabileStorno con trauma cranico rinvenuto vivo in una tendelle. La specie è cacciabile, ma non trappolabile

Il che moltiplicato per i 200-250 impianti autorizzati dà un totale di 42.000 uccelli uccisi con queste trappole! Come si spiega una tale differenza fra le osservazioni del Komitee e i dati ufficiali del governo? Semplice, che qualcuno trasforma i dati. E non è un caso che l’ONCFS, ente governativo francese, responsabile della caccia e della fauna, abbia scritto un dossier completo su come ci fossero delle incongruenze e i dati ufficiali fossero inaffidabili e - a un certo punto - siano stati falsificati. Come dire che i trappolatori hanno abbellito i dati di cattura sulle loro trappole al punto tale da farle diventare inoffensive e „derogabili“ agli occhi di tutti, o almeno di quanti stiano poco attenti.

Risultato della ricerca del CABS

Quella che il ministero dell’ambiente della Francia ha venduto come una trappola selettiva, rispettosa della Direttiva Uccelli e tradizionale, può essere definita senza tema di smentita una trappola violenta, efficace, spesso estremamente dolorosa e per nulla selettiva. Ovvero le tendelles infrangono clamorosamente la direttiva europea. Peccato solo che la Commissione continui a farsi ingannare da tante perizie preparate ad arte dalle autorità francesi.

Anche questa cincia mora è rimasta uccisaAnche questa cincia mora è rimasta uccisaIl CABS - Komitee gegen den Vogelmord, con l’appoggio economico del Deutscher Tierschutzbund ha elaborato un esauriente dossier sulle tendelles e lo ha presentato in data 10-02-09 ai responsabili della Commissione Europea a Bruxelles. Nel frattempo una petizione è stata inviata al Parlamento Europeo, chiedendo di riesaminare la legalità delle tendelles. In risposta al nostro studio, la Commissione ha richiesto al CABS di effettuare nel 2010 incontri incrociati delle trappole insieme con gli ufficiali dell'ONCFS. Durante uno di questi gli agenti francesi hanno promesso di intensificare i controlli sulle tendelles per cercare di ridurre la mortalità delle specie protette. Ciononostante la partita sembra ancora lunga da giocare.