Caccia e Trappolaggio in Spagna
Vischio e reti: non solo i fucili attendono i migratori nella penisola iberica
Un pettirosso morto, catturato col vischio nei micidiali parany valenziani (© Gecen)Con le sue estese coste nel sud ovest dell'Europa, a cavallo fra il nostro continente e l'Africa, la Spagna è una rotta migratoria obbligata per milioni di uccelli migratori. Tutte le popolazioni di uccelli nidificanti in Francia, Benelux e sulle isole britanniche attraversano la Spagna due volte all'anno, seguendo la linea della costa Brava e della costa Blanca. Anche i limicoli e le anatre del mar Baltico e del mare del Nord utilizzano in massa questo corridoio migratorio per raggiungere il Marocco e scendere verso il Golfo di Guinea.
Ebbene, con 980.000 cacciatori autorizzati la Spagna non lascia certo i migratori attraversare il suo territorio senza notevoli perdite. La caccia agli uccelli è particolarmente amata dagli spagnoli, anche a fronte della scarsa presenza di ungulati su vaste porzioni della penisola, già sterminati nei secoli passati. Ogni cacciatore spagnolo può mettere nel suo carniere 37 diverse specie di uccelli, fra cui 8 specie di oche e anatre, la quaglia, la tortora, lo storno nero e 4 specie di tordi. Il numero di uccelli abbattuti per anno si aggira intorno agli 11 milioni di esemplari.
Castelló: tordo bottaccio e capinere appena catturate e uccise dall'uccellatore (© Gecen)
Ma i cacciatori spagnoli non si accontentano di questi numeri, nè tantomeno del solo fucile: a Maiorca 3.000 uccellatori sono autorizzati a catturare i tordi con enormi reti, mentre sul continente la cattura dei fringillidi con vischio e reti (prodine) è inspiegabilmente autorizzata, al fine di procurarsi uccelli cantori. Ma è nella regione valenziana che i più imponenti sistemi di cattura per tordi ancora sopravvivono illegalmente nonostante le tre condanne riportate negli ultimi anni. I paranys, equivalenti alle barracas catalane, sono impianti arborei allestiti per la cattura di tordi con vischio. Nonostante la loro patente illegalità queste strutture catturano ancora ogni anno circa 2 milioni di tordi - senza contare le capinere, i pettirossi e addirittura le civette che ne rimangono vittime - con la complicità di un governo regionale consenziente e in barba alla normativa europea.







