Send to friendPrinter-friendly version

Caccia agli uccelli migratori: lo sport preferito dai maltesi

Cacciatore malteseCacciatore malteseL’arcipelago maltese, con un’area di soli 315 km², presenta la più alta densita di cacciatori in Europa: 41 cacciatori per km². Ben 32 sono le specie cacciabili, fra cui le allodole, tortore, pavoncelle, pivieri dorati, combattenti e le 5 specie di tordi. La stagione di caccia inizia al principio di settembre e termina il 31 di gennaio.

Ma il problema a Malta non è la caccia legale, pur se la presenza di tanti cacciatori ossessionati dalla patica venatoria rende quasi impossibile per le tortore e le quaglie in migrazione superare lo sbarramento di fuoco costituito da tanti fucili maltesi.

Il problema a Malta è l'inciviltà venatoria, radicata in una assurda tradizione che impone al cacciatore di abbattere qualsiasi uccello - quanto più raro tanto meglio - capiti a portata di schioppo. Di fatto le leggi sulla caccia sull'isola vigono solo sulla carta. Anche a caccia chiusa la caccia è aperta, e anche alle specie protette. Gli osservatori internazionali stimano che ogni anno vengano abbattuti fra 0,5 e 1 milione di uccelli migratori. Persino gli uccelli nidificanti sono ormai divenuti una rarità sull’isola.

Falco pecchiaiolo appena abbattuto da un cacciatore, un evento quotidiano nei giorni di migrazioneFalco pecchiaiolo appena abbattuto da un cacciatore, un evento quotidiano nei giorni di migrazioneE il paradosso è che sono veramente una minoranza gli uccelli che vengono poi mangiati. Quasi tutti sono uccisi per il semplice e puro piacere di uccidere. Per esempio rondoni, rigogoli, ghiandaie marine e fenicotteri sono abbattuti illegalmente per il piacere di tirare al bersaglio o in alcuni casi per poi essere impagliati e venduti a prezzi esorbitanti ai collezionisti.

Fortunatamente negli ultimi anni si è visto qualche segnale di rinsavimento nel mondo venatorio. Molti giovani cacciatori stanno iniziando a prendere le distanze dalla tradizionale mentalità del massacro e il governo sta inasprendo i controlli in direzione di una reale protezione degli uccelli, soprattutto i rapaci. Dal 2007 per esempio, nelle ultime due settimane di settembre, le autorità maltesi hanno chiuso la caccia alle 15.00 del pomeriggio, una misura atta ad evitare l’usuale massacro di rapaci, che notoriamente raggiungono l’isola nelle ore pomeridiane.

Laddove invece non si arriva ancora a una soluzione intelligente è intorno alla caccia primaverile. Se la caccia in autunno (legale) si conforma alla direttiva europea, la caccia primaverile a quaglie e tortore - un vero "obbligo" per ogni cacciatore maltese durante i mesi di aprile e maggio - è evidentemente un’infrazione alla Direttiva Uccelli dell’Unione Europea, oltre che un assurdo dal punto di vista della conservazione.

Albanella pallida rinvenuta abbattuta dai cacciatoriAlbanella pallida rinvenuta abbattuta dai cacciatoriCiononostante a Malta i cacciatori fino al 2008 potevano sparare ad libitum su tortore e quaglie. E già che hanno il fucile in mano, non possono non cogliere l’opportunità per sparare anche su tutti gli altri uccelli di passo, dalle capinere ai rapaci. Tutto ciò ha evidentemente delle conseguenze catastrofiche per molte specie migratrici europee. Animali come il falco pecchiaiolo e il rigogolo, che dispongono in Europa Orientale di habitat relativamente intatti, di boschi estesi e ampie zone umide, soffrono comunque di un lento e costante declino delle loro popolazioni, proprio in ragione del fatto che le loro rotte migratorie preferenziali attraversino l’isola di Malta.