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I falsi profeti della caccia selvaggia

Il Sen. Orsi, ultimo paladino dei cacciatori sparatuttoIl Sen. Orsi, ultimo paladino dei cacciatori sparatuttoRegolarmente le doppiette vanno all'attacco della fauna selvatica. I cosiddetti "ecologisti del piombo" fanno sentire la loro voce e il loro potere di lobbying solo quando si tratta di contrarrestare la creazione di un'area protetta o di aumentare i tempi di caccia o il numero di specie cacciabili.

Regolarmente quindi in Parlamento vengono presentati disegni di legge, che in maniera più o meno sfacciata, cercano di liberalizzare la caccia trasformando quello che è il nostro patrimonio naturale collettivo nell'oggetto ludico esclusivo di una minoranza di doppiette.
Doppiette che nel corso della storia anche recente del nostro paese si sono dimostrate solo irresponsabili.

Molti parlamentari, oltre a politici regionali, si sono prestati a servire le brame dei cacciatori. Nel 2002 fu il deputato di AN Francesco Onnis a presentare in Parlamento un disegno di legge (subito affossato) che, sopprimendo il vincolo dei pareri scientifici e reintroducendo di fatto l'uccellagione su tutto il territorio (fra le altre proposte inaudite), ci precipitava di nuovo nel mondo venatorio del Medioevo.

Nel 2009 è stato invece il turno di un rampante senatore del PdL, Franco Orsi. Il nuovo eletto delle doppiette, ha presentato un disegno di legge che prevedeva principalmente:

  • Licenza di caccia già a 16 anni (un'arma in mano a un sedicenne!!).
  • Uso delle civette vive come richiamo per attirare gli uccelli migratori.
  • Eliminazione dell'obbligo di marcare con un anellino gli uccelli da richiamo (così da aprire le ultime porte al bracconaggio e al mercato nero).
  • Non si richiede più un'autorizzazione per imbalsamare animali cacciati (per rendere più agevole il mercato nero dei trofei ).
  • Tutte le specie possono venire usate come richiami, purché provenienti da allevamento (se un cacciatore usa come richiamo una specie, richiama esemplari selvatici di quella specie, perché si vuole quindi autorizzare a usare come richiami anche specie protette?).
  • La caccia da barche di qualsiasi tipo è permessa, se il motore è spento (Si tratta di una forma di caccia invasiva e distruttiva, perché introduce la possibilità di avvicinarsi direttamente agli uccelli acquatici anche in punti solitamente meno disturbati, e di effettuare preventivi inseguimenti della preda prima dello sparo, in condizioni di palese svantaggio per i selvatici).
  • Nessun limite di autorizzazioni agli appostamenti di caccia (la forma di caccia agli uccelli migratori più distruttiva).
  • Riduzione su scala nazionale delle aree interdette alla caccia.
  • Possibilità di trasporto dell armi nei parchi (si apre una falla nelle reali possibilità di prevenire il bracconaggio nei parchi).
  • Ogni Provincia può autorizzare l'abbattimento di qualunque animale se vi sono danni all'agricoltura (come già succede, i danni vengono gonfiati ad arte e così si ha il pretesto per aprire la caccia a qualunque animale i cacciatori desiderino).
  • Possibilità di cacciare in aree incendiate (dove la fauna è più vulnerabile per mancanza di nascondigli).
  • 20 giornate per i cacciatori per effettuare il nomadismo venatorio (ovvero andare a saccheggiare la fauna di altre parti d'Italia, inseguendo i migratori verso sud).
  • Caccia sulla neve e su specchi d'acqua ghiacciati (quando gli animali lasciano tracce più evidenti e sono in maggiori difficoltà).
  • Prolungare gli orari di caccia di mezz'ora oltre il tramonto (quando i migratori iniziano i voli notturni ed è impossibile distinguerli).

Tordo da richiamo morto nella sua gabbietta. Secondo il recente disegno di legge i richiami non avrebbero più avuto bisogno di anellini. Così diventerebbe più facile trasformare in richiami uccelli catturati illegalmenteTordo da richiamo morto nella sua gabbietta. Secondo il recente disegno di legge i richiami non avrebbero più avuto bisogno di anellini. Così diventerebbe più facile trasformare in richiami uccelli catturati illegalmentePer chi conosce la realtà della caccia in Italia, il disegno di Orsi è evidente. È l'ennesimo piano criminale, un piano cioé che parte dai reati più diffusi commessi dai cacciatori e che cerca non di contrastarli, ma di renderli ancora più invisibili e quindi impuniti.

Fortunatamente la proposta di legge viene sotterrata grazie a un enorme movimento d'opinione messo in moto dalle principali associazioni ambientaliste italiane (nonché dalla protesta di una piccola parte del mondo venatorio). I giornali riportano tutti in coro contro la caccia e migliaia di firme e mail arrivano ai senatori della commissione caccia.

Orsi e i suoi cambiano strategia: temporeggiano sul disegno di legge e intanto cercano di far passare alla chetichella il prolungamento della caccia nel mese di febbraio. Quando anche il secondo stratagemma è scoperto, si inizia una guerra politica e mediatica che alla fine purtroppo termina con l'approvazione in Parlamento dell'estensione della caccia, anche per soli 10 giorni, a febbraio. L'unione e la collaborazione delle associazioni ambientaliste ha il suo effetto. Si riesce a limitare il danno, anche se pur sempre si tratta di un piccolo passo indietro nella tutela della fauna.