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Le deroghe nel 2011

Partito il conto alla rovescia. L’Italia ha tempo fino al 24 Dicembre per adeguarsi alle sentenze della Corte Ue

Volontaria del CABS a Passo San Zeno, mentre si pratica il massacro in derogaVolontaria del CABS a Passo San Zeno, mentre si pratica il massacro in derogaMentre TAR del Veneto, Consiglio di Stato, Formigoni e la sua giunta cambiano idea sulla caccia in deroga da un giorno all’altro o da un mese all'altro, la Commissione europea ha le idee chiarissime: l’Italia deve adeguarsi alle sentenze della Corte di Giustizia sul rispetto della Direttiva Uccelli altrimenti scattano le sanzioni. La Commissione europea il 24 novembre scorso ha inviato all’Italia una pesante diffida (messa in mora) con scadenza al 24 dicembre, intimando il rispetto delle sentenze della Corte Ue sulla caccia in deroga. Infatti la Corte di Giustizia con sentenza dell’11 novembre del 2010 aveva dichiarato illegittime le leggi sulla caccia in deroga di praticamente tutte le regioni italiane. Riepiloghiamo i fatti del 2011.

Veneto: il Presidente del TAR Veneto in data 5 ottobre 2011, con un decreto (Decr.810-2011), bloccava la caccia in deroga in Veneto e successivamente, i giudici della prima sezione dello stesso TAR, in data 19 ottobre 2011 con un’ordinanza (Ord.862-2011) prorogavano il blocco fino al 3 novembre 2011. Il 3 novembre 2011 tre giudici della prima sezione dello stesso TAR con una nuova ordinanza (Ord.876-2011) ribaltando il primo verdetto riaprivano la caccia in deroga. Come mai questo balzello di posizioni? Come mai improvvisamente i giudici hanno cambiato idea su qualcosa che sappiamo essere chiaramente illegittimo?

Vediamo poi quello che è accaduto in Consiglio di Stato. Il Presidente in data 25/11/2011, con un decreto (Decr.5180-2011), decideva di bloccare nuovamente in tutto il Veneto la caccia in deroga. Anche in questo caso solo dopo appena 5 giorni, in data 29/11/2011, i giudici dello stesso tribunale, con un’ordinanza (Ord.5224-2011) riaprivano la caccia in deroga. Questo dimostra due cose: la prima che all’interno degli stessi tribunali ci sono delle fortissime disparità di giudizio sulla materia della caccia in deroga, la seconda che lo stato italiano è totalmente incapace di far rispettare la “Direttiva Uccelli”. In merito all’ultima decisione del Consiglio di Stato, va sottolineato che i magistrati non hanno dato nessuna motivazione a sostegno delle cacce in deroga, inoltre non si tratta di un giudizio sul merito ma solo su una richiesta di sospensiva. I giudici del Consiglio di Stato non hanno avuto il coraggio di dire perché le cacce in deroga sarebbero legittime, dimostrando gravi dissensi interni come già accaduto nel TAR Veneto.

Cacciatori si divertono col tiro al volo su frosoni e fringuelliCacciatori si divertono col tiro al volo su frosoni e fringuelliE in Europa? In seguito alle interrogazioni presentate da Zanoni sulla caccia in deroga in Veneto e Lombardia, la Commissione europea ha risposto che “deciderà prossimamente quali azioni intraprendere per garantire che la Repubblica italiana esegua le sentenze della Corte di Giustizia Ue”. Il 14 ottobre, in un incontro a cui hanno partecipato un rappresentante del CABS insieme a Zanoni e Rinaldi (europarlamentari IdV) è stato confermato che “Bruxelles sta seguendo da vicino il caso della caccia in deroga e che è decisa a portare il procedimento fino in fondo”. Il 24 novembre la Commissione europea ha fatto sapere di aver inviato “due lettere di costituzione di messa in mora” all’Italia per la caccia in deroga e per chiederle di “conformarsi alle tre sentenze della Corte di Giustizia Ue relative ad una serie di inadempienze nel fornire un’adeguata protezione agli uccelli selvatici”.

Lombardia: nel frattempo questa regione si è parata le spalle ricorrendo allo strumento della legge per legittimare la caccia in deroga. Dal momento che una legge non può venire contestata, le deroghe sono state al sicuro. Peccato che le regioni non possano usare la legge per decidere sulla caccia in deroga. Chi l'avrebbe potuta impugnare sarebbe stato il governo, eppure l'ultimo governo Berlusconi (e in particolare la Lega) si sono ben guardati dal mandare in Corte Costituzionale la legge illegittima lombarda: cane non mangia cane! Solo il 6 dicembre, dopo la comunicazione della messa in mora da parte della Commissione Europea, Formigoni e soci hanno messo la coda fra le gambe e promesso di abrogare subito la legge. Tanto ormai i milioni di uccelli sono stati uccisi "in deroga" e il prossimo anno una nuova leggina incostituzionale e chi si è visto, si è visto....