La giustizia italiana salva milioni di uccelli
Pispola, nuova specie in deroga. In tutta Italia ucciderla è reato, in Veneto e Lombardia si puòA partire dalla fine degli anni '80 il governo italiano ha aumentato i suoi sforzi per offrire una migliore protezione agli uccelli migratori nel quadro dei vigenti accordi internazionali (Direttiva Europea per la Protezione degli Uccelli, Convenzione di Berna). Nel 1992 il Parlamento approva una nuova e relativamente avanzata legge quadro sulla caccia (157/92), che tra le altre istanze stabilisce una stagione di caccia inclusa fra la 3° domenica si settembre e il 31 gennaio (nel 2010 prolungata al 9 febbraio grazie a un blitz dei cacciatori), include il bando completo del trappolaggio e mette sotto protezione delle specie che erano state fino ad allora intensamente cacciate.
Ciononostante molte regioni - sotto la pressione delle associazioni venatorie - cercano ogni anno di sfuggire agli obblighi imposti dalla normativa nazionale, emanando provvidementi amministrativi o leggi che hanno come unico fine la deregulation dell'attività venatoria. Lo scopo ultimo è offrire ai cacciatori tempi di caccia più ampi e carnieri più abbondanti.
Lo strumento utilizzato a questo fine è la caccia in deroga. Sebbene la normativa internazionale preveda la possibilità per gli Stati di aprire la caccia a specie protette in via eccezionale e solo in piccoli numeri e sotto stretto controllo, molte Regioni puntualmente dagli anni '90 sfruttano questa scorciatoia per permettere ai loro cacciatori di abbattere milioni di esemplari di specie protette.
Peppola e cartuccia utilizzata per ucciderla. Per i cacciatori veneziani, bresciani e bergamaschi quest'uccello è la gioia della cacciaAlla fine degli anni '90 la sola Lombardia autorizzava i suoi cacciatori ad abbattere piú di 4 milioni fra fringuelli, peppole, storni e passeri, mentre per il 2010 il Veneto dava il via all'abbattimento di 1.600.000 fra peppole, fringuelli, storni, pispole, prispoloni e frosoni (qui per leggere come è andata nel 2010). Che poi i numeri sono quelli che sono, perchè una volta che la caccia è aperta e il cacciatore ha il permesso di segnare a fine giornata i capi abbattuti, che si rispettino i limiti è una speranza da lasciare ai più ingenui.
Di fatto con le deroghe in Italia, fra Lombardia, Veneto, Toscana, Marche vengono abbattuti circa una decina di milioni di uccelli migratori protetti.
All'inizio vittime delle deroghe, oltre agli eterni peppola, fringuello e storno, vi erano anche le due specie di passero. Quando queste cominciano però a diminuire drasticamente e non possono più venire consegnate alle doppiette, vengono cercati nuovi sostituti: prima il prispolone, poi la pispola e infine anche il frosone.
Se però puntualmente ogni anno le regioni tentano il loro colpo di mano filovenatorio, altrettanto puntualmente LAC, CABS e WWF si occupano di denunciare in tutte le sedi l'infrazione alle normative nazionali ed internazionali. Uno studio di avvocati di Milano, ingaggiati da CABS e LAC, regolarmente attende la comparsa dei provvedimenti regionali sulla Gazzetta Ufficiale per presentare immediatamente ricorso presso il tribunale competente al fine di invalidarli.
Il frosone: nuova specie che Lombardia e Veneto danno in pasto alle doppiette con le derogheEd ogni anno i giudici, che siano dei tribunali amministrativi, della corte Costituzionale, del Consiglio di Stato o della corte europea di Lussemburgo, danno ragioni alle associazioni ambientaliste, dichiarando illecite le deroghe delle regioni. Si salva così la vita di migliaia di fringuelli, peppole, pispole e storni?
In principio sì, ma solo per poco: dimostrando un enorme spregio per la legalità i consiglieri regionali (che dovrebbero rappresentare la legalità) riproducono la stessa legge deroga, riaprendo la caccia alle specie protette. Nel 2009 il Veneto ha consentito le deroghe per 3 volte di seguito in pochi mesi, dopo essere stata per 3 volte bocciata dal Tribunale. Un'istigazione all'illegalità degna di una cricca criminale!
La Lombardia non è da meno daltronde: solo dopo la condanna inferta dalla Corte di Giustizia europea nel luglio del 2010 i consiglieri sembrano aver cominciato a riflettere sulle leggi deroga e a sentirsi meno sicuri nel mandare al macello milioni di migratori protetti. Ma solo per un anno: nel 2011 di nuovo 5 specie protette sono state consegnate ai 33.000 cacciatori lombardi!! (qui per leggere sulla situazione deroghe in Lombardia e Veneto nel 2011)
Fringuello colpito da una fucilata: in tutta Italia è specie protetta, in Lombardia e Veneto cacciabileSempre a proposito delle deroghe c'è un'altra battaglia che le associazioni protezioniste vincono ogni anno, ma che ogni anno caparbiamente si ripete. È quella per la legalizzazione dei roccoli. I roccoli sono impianti di reti gestiti a nome della provincia per la cattura di esemplari di uccelli vivi da fornire come richiami ai cacciatori da appostamento fisso. Trattandosi di reti, questi impianti si configurano come impianti di uccellagione e andrebbero vietati per legge. Come se non bastasse ogni anno nei roccoli vengono scoperti loschi traffici di uccelli vivi e morti, a ulteriore dimostrazione dell'incontinenza venatoria. Eppure ogni anno le Regioni li riattivano.
Solo grazie all'insistenza dei nostri avvocati i tentativi filo-venatori dell autorità locali vengono rapidamente resi vani.







