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Vinta la battaglia della caccia in deroga

Peppola e cartuccia utilizzata per ucciderla. Per i cacciatori veneziani, bresciani e bergamaschi quest'uccello è la gioia della cacciaPeppola e cartuccia utilizzata per ucciderla. Per i cacciatori veneziani, bresciani e bergamaschi quest'uccello è la gioia della cacciaCon la legge comunitaria del 2013 e la modifica dell'articolo 19bis della legge nazionale sulla caccia, finalmente il governo italiano prende coscienza della prossima futura denuncia alla Corte di Giustizia europea, si spaventa e legifera in materia di caccia in deroga, rendendo praticamente impossibile per bresciani, bergamaschi e vicentini l'annuale abbattimento di decine di milioni di piccoli uccelli migratori protetti. La possibilità per le Regioni di produrre deroghe in linea teorica resta, ma la procedura è così complicata e la possibilità di un errore - con conseguente mannaia che la Commissione Europea farebbe cadere sull'Italia - così alta, che le Regioni mettono la coda fra le gambe e non si azzardano. Almeno non lo hanno fatto nel 2014. E neppure nel 2013, né nel 2012. Sembra terminare così vittoriosamente una battaglia in cui il CABS ha investito innumerevoli energie, insieme con l'aiuto delle altre associazioni italiane. Una battaglia di 30 anni contro lo strapotere dei cacciatori lombardi e la mala politica regionale.

Già a partire dalla fine degli anni '80 il governo italiano infatti aumenta i suoi sforzi per offrire una migliore protezione agli uccelli migratori nel quadro dei vigenti accordi internazionali (Direttiva Europea per la Protezione degli Uccelli, Convenzione di Berna). Nel 1992 il Parlamento approva una nuova e relativamente avanzata legge quadro sulla caccia (157/92), che tra le altre istanze mette sotto protezione delle specie che erano state fino ad allora intensamente cacciate.

Ciononostante molte regioni - sotto la pressione delle associazioni venatorie - cercano continuamente ogni anno di sfuggire agli obblighi imposti dalla normativa nazionale, emanando provvedimenti amministrativi o leggi che hanno come unico fine la deregulation dell'attività venatoria. Lo scopo ultimo è offrire ai cacciatori tempi di caccia più ampi e carnieri più abbondanti.

Pispola, nuova specie in deroga. In tutta Italia ucciderla è reato, in Veneto e Lombardia si poteva fino al 2012Pispola, nuova specie in deroga. In tutta Italia ucciderla è reato, in Veneto e Lombardia si poteva fino al 2012 Lo strumento utilizzato a questo fine è la caccia in deroga. Sebbene la normativa internazionale preveda la possibilità per gli Stati di aprire la caccia a specie protette in via eccezionale e solo in piccoli numeri e sotto stretto controllo, molte Regioni puntualmente dagli anni '90 sfruttano questa scorciatoia per permettere ai loro cacciatori di abbattere milioni di esemplari di specie protette.

Alla fine degli anni '90 la sola Lombardia autorizzava i suoi cacciatori ad abbattere piú di 4 milioni fra fringuelli, peppole, storni e passeri, mentre per il 2010 il Veneto dava il via all'abbattimento di 1.600.000 fra peppole, fringuelli, storni, pispole, prispoloni e frosoni (qui per leggere come è andata nel 2012). Che poi i numeri sono quelli che sono, perchè una volta che la caccia è aperta e il cacciatore ha il permesso di segnare a fine giornata i capi abbattuti, che si rispettino i limiti è una speranza da lasciare ai più ingenui.

Di fatto con le deroghe in Italia, fra Lombardia, Veneto, Toscana, Marche vengono abbattuti circa una decina di milioni di uccelli migratori protetti.

All'inizio vittime delle deroghe, oltre agli eterni peppola, fringuello e storno, vi erano anche le due specie di passero. Quando queste cominciano però a diminuire drasticamente e non possono più venire consegnate alle doppiette, vengono cercati nuovi sostituti: prima il prispolone, poi la pispola e infine anche il frosone.

Il frosone: specie che Lombardia e Veneto hanno dato in pasto alle doppiette con le derogheIl frosone: specie che Lombardia e Veneto hanno dato in pasto alle doppiette con le deroghe Se però puntualmente ogni anno le regioni tentano il loro colpo di mano filovenatorio, altrettanto puntualmente LAC, CABS e WWF si occupano di denunciare in tutte le sedi l'infrazione alle normative nazionali ed internazionali. Uno studio di avvocati di Milano, ingaggiati da CABS e LAC, regolarmente attende la comparsa dei provvedimenti regionali sulla Gazzetta Ufficiale per presentare immediatamente ricorso presso il tribunale competente al fine di invalidarli.

Ed ogni anno i giudici, che siano dei tribunali amministrativi, della corte Costituzionale, del Consiglio di Stato o della corte europea di Lussemburgo, danno ragioni alle associazioni ambientaliste, dichiarando illecite le deroghe delle regioni. Si salva così la vita di migliaia di fringuelli, peppole, pispole e storni?

In principio sì, ma solo per poco: dimostrando un enorme spregio per la legalità i consiglieri regionali (che dovrebbero rappresentare la legalità) riproducono la stessa legge deroga, riaprendo la caccia alle specie protette. Nel 2009 il Veneto ha consentito le deroghe per 3 volte di seguito in pochi mesi, dopo essere stata per 3 volte bocciata dal Tribunale. Un'istigazione all'illegalità degna di una cricca criminale!

Fringuello colpito da una fucilata: in tutta Italia è specie protetta, in Lombardia e Veneto cacciabileFringuello colpito da una fucilata: in tutta Italia è specie protetta, in Lombardia e Veneto cacciabile La Lombardia non è da meno d'altronde: solo dopo la condanna inferta dalla Corte di Giustizia europea nel luglio del 2010 i consiglieri sembrano cominciare a riflettere sulle leggi deroga e a sentirsi meno sicuri nel mandare al macello milioni di migratori protetti. Ma solo per un anno: nel 2011 di nuovo 5 specie protette sono state consegnate ai 33.000 cacciatori lombardi!! (qui per leggere sulla situazione deroghe in Lombardia e Veneto nel 2011 Mentre qui trovate un riassunto della situazione per quanto riguarda le deroghe del 2010). A partire dal 2012 invece la situazione si rovescia e sono finalmente le istanze ambientaliste a vincere, grazie a tre grandi alleati: Andrea Zanoni, europarlamentare che si impegna a far conoscere a Bruxelles la verità intorno alla caccia in deroga, la Commissione stanca di farsi prendere in giro dalle Regioni italiane e un video del CABS che mostra a tutti cosa sia la caccia in deroga. La Commissione minaccia sanzioni, l'Italia si spaventa e forza la mano alle Regioni, chiedendo loro di non aprire la caccia in deroga. Non si spara nel 2012 e 2013, poi viene varato l'articolo 19bis che stringe le manette sui polsi delle Regioni. E dovrebbe essere finita qua... Salvi i piccoli migratori.