1) La strategia delle deroghe
Dal 1992 la caccia in Italia è regolamentata in base alla disciplina imposta a livello comunitario dalla Direttiva Uccelli 409/79, che ha lo scopo di creare a livello europeo un sistema coerente ed efficace di tutela del patrimonio avifaunistico. Questa direttiva stabilisce un regime generale di tutela, individuando sia le specie che devono essere oggetto di un particolare regime di protezione (comprese nell’Allegato 1) che quelle che possono essere oggetto di caccia (comprese negli Allegati 2 e 3). La direttiva prevede anche un sistema di deroga che in casi eccezionali e a condizioni particolari consente agli Stati di violare il regime di protezione autorizzando la caccia ad alcune specie. Senza entrare nel dettaglio dei singoli casi ammessi dalla disciplina europea, preme sottolineare come la deroga sia da considerarsi sempre un evento eccezionale, giustificato da situazioni straordinarie e da applicarsi in condizioni di rigido controllo. Mai può essere considerato un sistema alternativo di apertura della caccia a specie altrimenti protette. Eppure é proprio questo che di prassi la Lombardia (ma anche il Veneto, seguiti da Emilia Romagna, Marche e saltuariamente altre Regioni) ritiene di dover fare, per garantire ai cacciatori carnieri abbondanti per tutta la stagione. E lo fa, pur nella consapevolezza della continua illegalitá dei suoi provvedimenti.
Frosone appena liberato da una rete. Da quando è cacciabile in deroga i bracconieri si dedicano anima e corpo a catturarlo per farlo poi passare come d'allevamentoIn Lombardia si è assistito per anni a ripetuti tentativi di utilizzare tale regime di deroga nella completa assenza dei requisiti richiesti dalla normativa europea solo per aprire illecitamente la caccia a specie protette, e in particolare a fringuelli, peppole, passeri e storni, per poi ampliare negli ultimi 3 anni la lista a pispola, prispolone e frosone. Tutte le volte che tali provvedimenti sono stati assunti in forma amministrativa, i ricorsi presentati al TAR dalle Associazioni ambientaliste sono stati coronati da successo e i provvedimenti cancellati per mancanza dei prerequisiti previsti dalla normativa. La Regione approfittava ogni anno dei tempi burocratici fra la pubblicazione del provvedimento e il successivo annullamento da parte del TAR per garantire ai cacciatori almeno una quarantina di giorni di caccia a specie protette. Ciononostante la lunga serie di sconfitte legali ha spinto la Regione Lombardia, a partire dal 2004, ad assumere gli stessi identici provvedimenti in forma di legge regionale per renderli non impugnabili dalla giustizia amministrativa. Dopo un primo intervento della Magistratura, è stata la Commissione europea ad intervenire contro questo stato di cose, aprendo una procedura di infrazione contro l’Italia per una gestione della caccia in deroga del tutto incompatibile con le norme comunitarie: tra le Regioni individuate dalla lettera di messa in mora dalla Commissione si pone in evidenza la Lombardia. Non solo, ma visto che la Lombardia insiste, il 10 dicembre 2009 il Presidente della stessa Corte di Giustizia europea, con provvedimento urgente e straordinario, emette un’ordinanza contro la Repubblica Italiana chiedendole di sospendere l’applicazione dell’art. 4, primo comma, della legge regionale della Regione Lombardia 20 luglio 2008, „Disciplina del regime di deroga“.
La seguente tabella riassume la lotta criminale per la caccia in deroga portata avanti dalla Regione Lombardia in sfregio alle sentenze che anno dopo anno le hanno dato torto:
| Annata venatoria | Estremi atto | Ricorso TAR | Pronunce TAR |
|---|---|---|---|
| 97/98 | DGR n. 31345 (settembre): Fringuello, peppola, passera mattugia e d’Italia. Ripete poi con DGR n. 32453 (novembre) | LAC Ricorsi n. 4579/97 e n. 408/98 (ottobre e dicembre) | Riuniti i due ricorsi. Il TAR accoglie i due ricorsi e annulla gli atti impugnati (gennaio) |
| 98/99 | DGR 38752 (ottobre): Fringuello, peppola, passera d’Italia e mattugia, storno. Ripete poi con DGR n. 39052 (ottobre) con meno specie e meno capi | LAC Ricorso n. 4241/98 e n. 4240/98 (novembre) | la Commissione statale di controllo sugli atti della regione annulla la prima DGR |
| 99/00 | DGR n. 45374 (ottobre): Fringuello,peppola, passera d’Italia e mattugia, storno | LAC Ricorso n. 3687 (ottobre) | TAR accoglie domanda di sospensiva. La Commissione statale di controllo sugli atti della regione, annulla la DGR. La Regione ricorre e perde di nuovo |
| 00/01 | DGR 1433 (settembre): Passera d’Italia e mattugia. DGR 1434 (settembre): Storno. DGR 1525 (ottobre): Fringuello e peppola | TAR annulla le DGR, la Regione ricorre e perde di nuovo | |
| 01/02 | DGR 6375: Storno, 3276: passera mattugia, 6377: passera d’Italia, 6378: peppola, 6379: fringuello (ottobre) | LAC,WWF, LAV Ricorsi | TAR accoglie domande di sospensione cautelare |
| 02/03 | L.R. 18: Fringuello, peppola, passera d’Italia e mattugia, storno (ottobre) | Esposto-denuncia presentato dalla LAC Procura della Repubblica | Decreto di sequestro preventivo emesso dal PM (ottobre). Il GIP non convalida (novembre). Il PM ricorre in appello. Il Tribunale di appello dà ragione al GIP. La Corte Costituzionale (s. n.129, 16.04.2004) dà ragione al PM |
| 03/04 | DGR 14249 (settembre): passera d’Italia e mattugia, storno come richiami | LAC ,WWF, GOL, LAV Ricorso (ottobre) | TAR accoglie la sospensione incidentale del provvedimento e lo annulla (novembre) |
| 03/04 | DGR 14250 (settembre): fringuello e peppola | LAC, WWF, GOL, LAV Ricorso (ottobre) | TAR rimette gli atti del procedimento alla Corte di Giustizia che annulla la DGR (dicembre) |
| 04/05 | L.R. n. 18 (agosto): Fringuello, Peppola, Passero d’Italia e mattugia, Storno | ||
| 05/06 | L.R. 13 (agosto) Fringuello, Peppola, Passero d’Italia e mattugia, Storno | ||
| 05/06 | DGR 639 (settembre):prispolone | LAC Ricorso n. 2510/2005 (settembre) | TAR Lombardia, decreto presidenziale (settembre) annulla la DGR |
| 06/07 | DGR 3350: fringuello, 3351: peppola, 3349: storno (ottobre) | LAC, WWF Ricorsi (ottobre) | TAR accoglie misure cautelari e domanda incidentale di sospensione. Poi accoglie il ricorso (novembre) |
| 2007 | L.R. 2 (febbraio). Legge quadro sul prelievo in deroga | Il Consiglio dei Ministri impugna la LR n. 2 dinanzi alla Corte Costituzionale | Corte Costituzionale (giugno 2008) Illegittimità costituzionale della previsione legislativa regionale che consente di approvare mediante legge regionale i prelievi in deroga |
| 07/08 | L.R. n. 20 (agosto): Fringuello, peppola, storni | Il Consiglio dei Ministri impugna la LR n. 20 dinanzi alla Corte Costituzionale | Corte Costituzionale (dicembre 2008) dichiara incostituzionale per illegittimità la LR n. 20 |
| 08/09 | L.R. 24 del 30.8.2008 | Il Consiglio dei Ministri non impugna la LR n. 24 | Corte di Giustizia Europea (dicembre 2009) ordina di sospendere l’articolo della deroga |
| 09/10 | L.R. n. 21 del 16.09.2009 | Il Consiglio dei Ministri non impugna la LR n. 21 | |
| 10/11 | Nessuna iniziativa legale | ||
| 11/12 | L.R. n. 13 del 04.08.2011 | La Commissione invia il 24.11 le lettere di mossa in mora alle Regioni. Formigoni chiede il 05.12 l'immediata abrogazione della legge |
Per chi viene fatta la caccia in deroga? Ne traggono vantaggio tutti i migratoristi, ma bisogna tenere presente che i destinatari preferenziali sono i capannisti (per alcuni anni la caccia in deroga é stata riservata solo a questa categoria). La caccia da capanno in effetti é una forma di prelievo venatorio che richiede un grande sforzo da parte del cacciatore, il quale non solo deve creare e mantenere il capanno e il suo spazio artificiale circostante con grande cura, ma deve anche occuparsi di mantenere gli uccelli da richiamo tutto l’anno e di indurgli la „primavera“ [1] artificiale. Gli stessi capannisti riconoscono quindi che il loro sforzo deve essere ripagato con numeri piú alti di uccelli abbattuti (probabilmente fra 400 e 700 all’anno) e per questo richiedono ripetutamente l’aumento delle specie cacciabili e di portare da 3 a 5 le giornate di caccia settimanali[2].
Note
[1] Con il termine „primavera“ si intende un cambio indotto nel metabolismo dell´uccello da richiamo che lo spinge a cantare in autunno, durante la stagione di caccia, invece che in primavera quando sarebbe normale. Questo cambiamento metabolico é indotto attraverso la regolazione degli orari di luce e la muta forzata del piumaggio (un tempo con l'accecamento dell´animale)
[2] Secondo un dato delle guardie del wwf di Brescia, in un giorno di controllo a caso in ottobre 69 cacciatori avevano abbattuto 517 uccelli, quindi con una media di 7,5 uccelli a cacciatore. E i controlli avvengono soprattutto di mattina, per cui il cacciatore é libero di proseguire la sua attivitá ancora per alcune ore. Calcolando quindi almeno una media di 9 uccelli al giorno per cacciatore, in 55 giornate vengono abbattuti circa 500 esemplari di migratori. Questo numero é ovviamente puramente indicativo.







