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E se la Francia ci portasse tutti sulla cattiva strada?

Cacciatore: la Francia è il paese in cui la caccia e l'uccellagione regnano ancora sovraneCacciatore: la Francia è il paese in cui la caccia e l'uccellagione regnano ancora sovraneMentre in Europa gli Stati membri progressivamente si mobilitano per adeguarsi alla Direttiva Uccelli e garantire agli uccelli migratori una sufficiente protezione, i circa 1.300.000 cacciatori e trappolatori francesi continuano ad opporsi fermamente a qualsiasi norma internazionale che regoli l’attività venatoria nella Grande Nation. Il diritto di cacciare, garantito ad ogni cittadino durante la Rivoluzione Francese, non ha evidentemente, nella loro percezione, niente a che vedere con la protezione della fauna: l’uccellagione, il trappolaggio, la caccia primaverile alle specie migratorie sono in molti dipartamenti francesi delle pratiche ancora imprescindibili. Le zone chiave in cui si perpetuano cacce irrispettose delle Direttive Comunitarie e pericolose per specie già minacciate sono quelle del sud-est ed ovest, nel nord-est e nel centro del paese. Sulle Ardenne i laccetti per tordi sono ancora considerati legali, nei Grandes Causses le micidiali schiacce sono per il governo Francese „estremamente selettive“, nel sud-est il vischio è autorizzato in tutta la Provenza, nel sud-ovest non solo si spara alle tortore in primavera, ma si catturano ancora illegalmente migliaia di ortolani, una specie fra le più minacciate d’Europa e che per la cuisine francese sembra costituire un’irrinunciabile prelibatezza. Almeno fino a che ce ne saranno, aggiungeremmo....

tordo bottaccio morto in una tendelle. Dopo decenni di illegalità il governo francese ha nel 1989 legalizzato l'uccellagione col nome di "cacce tradizionali"tordo bottaccio morto in una tendelle. Dopo decenni di illegalità il governo francese ha nel 1989 legalizzato l'uccellagione col nome di "cacce tradizionali"L’attenzione nazionale si sta però facendo sempre più forte sul tema Francia: molti protezionisti del Nord Europa non accettano semplicemente che gli esemplari da loro protetti con sforzi tanto umani quanto economici, siano poi massacrati da lobby venatorie e politici compiacenti nei dipartamenti francesi. Così, con il supporto di Parlamentari Europei e membri della Commissione Europea, le associazioni ambientaliste cercano continuamente di forzare il governo di Parigi a far valere realmente la Direttiva Uccelli nel suo territorio. Con l’appoggio delle Ong francesi ed una stretta collaborazione questo obiettivo può finalmente essere considerato raggiungibile nei prossimi anni.