Basta turismo venatorio in Argentina. I viaggi tutto caccia mettono in serio pericolo specie minacciate
Cacciatori europei con il loro bottino di ocheAvete presente quando i cacciatori rivendicano il loro ruolo di grandi conoscitori della natura, nonchè di tutori degli equilibri naturali? Vi ricordate di qualche personaggio di spicco del mondo sportivo italiano che con orgoglio raccontava alla stampa di andare a caccia in Argentina? Bene, uniamo i due fatti e ricostruiamo la storia dell’Argentina, paradiso dei cacciatori europei in trasferta.
In tutti i cataloghi di viaggi venatori, nelle fiere venatorie, nelle riviste di settore, anche nelle semplici agenzie di viaggio, troneggia la pubblicità:
"Senza dubbio non c’è altro posto sulla Terra dove si può cacciare così tanti uccelli come in Argentina. Gli appassionati di caccia alle oche e anatre accorrono qui da tutti il mondo per poter infine sparare a proprio agio“ oppure eccone un’altra dello stesso tenore: „Nessun limite! La caccia agli acquatici in Argentina è famosa per i suoi limiti liberali per la caccia alle anatre argentine e NON ci sono limiti di carniere nella caccia alle oche“.
E come prevedibile migliaia di cacciatori, pronti a rispondere alla chiamata, si sono precipitati nelle pampas, in Patagonia, con il solo obiettivo di tutelare gli equilibri naturali, sterminando oche e anatre, al punto di portarle sull’orlo dell’estinzione.
A lanciare l’allarme sono stati i protezionisti di "Aves Argentinas“: "Dalle nostre osservazioni risulta evidente che moltissimi di questi turisti venatori non rispettano né la legge, né i confini delle riserve naturali. Più volte abbiamo constato l’abbattimento di oche di Magellano (Chloephaga picta), oche testagrigia (Chloephaga poliocephala) e oche testarossa (Chloephaga rubidiceps), tutte specie superminacciate. In particolare di oche testarossa – specie nidificante nel nord america e svernante intorno a Buenos Aires, fra l’altro uno fra i trofei più ambiti dei cacciatori - ne rimangono 950 coppie e in declino costante“ – dichiarano i rappresentanti di Aves Argentinas.
Oca testagrigia: ridotta sull'orlo dell'estinzione dai cacciatori europei in Argentina"Il punto è che tutte le specie – le più rare e le più comuni - si riuniscono in enormi stormi per recarsi nei dormitoi notturni. Qui li attendono i cacciatori pronti a riversargli addosso tutto il loro arsenale. È inevitabile che le oche più rare vengano comunque colpite. E ai cacciatori non gliene importa niente: vengono qui per divertirsi, mentre per le agenzie di viaggi venatori è un buon business. In una settimana tutto compreso si spende dai 4.000 ai 6.000 euro a persona“.
Oca testarossa, altra specie sudamericana superminacciataGià da alcuni anni il CABS ha organizzato, in collaborazione con i protezionisti argentini, proteste internazionali per denunciare questa insostenibile situazione, chiedendo alle associazioni venatorie tedesche di ritirare il "pacchetto Argentina“ dal loro catalogo. Invano, ovviamente. Invece proprio dal Sud America è arrivata la risposta decisiva. Il primo di maggio del 2009 il ministro dell’ambiente argentino, ha chiuso con effetto immediato la caccia alle oche su tutto il territorio nazionale. La causa della decisione è stato proprio il comportamento irresponsabile dei cacciatori stranieri, che anno dopo anno hanno invaso le riserve naturali uccidendovi specie di oche protette. Il CABS saluta il provvedimento come una delle più grandi vittorie ottenute dall’avifauna sudamericana: "Basta con gli almeno 500 spari al giorno per cacciatore, basta con le foto che ritraggono cacciatori con davanti mucchi di uccelli morti alti anche metri: con questa legge l’Argentina ha salvato migliaia di uccelli da un inutile massacro“. Ora si tratta di far rispettare la proibizione e di comunicare a tutte le agenzie di viaggi venatori che il “pacchetto Argentina“ va tolto ora obbligatoriamente, pena una denuncia per frode.







