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Campo contro i paranys

Tordo bottaccio si dibatte a terra per liberarsi del vischio in un paranyTordo bottaccio si dibatte a terra per liberarsi del vischio in un paranyIl bracconaggio resta un fenomeno diffuso in Spagna: la pratica dell’uccellagione con il vischio, dichiarata illegale dalla corte di giustizia Europea con sentenza definitiva nel dicembre 2004 e prima ancora dalla stessa corte valenziana e dalla corte suprema spagnola, e volta alla cattura del tordo bottaccio, continua a caratterizzare l’attività di numerosi cacciatori che ogni autunno attendono l’arrivo degli uccelli provenienti dal nord Europa. I tordi vengono catturati all’interno dei subdoli roccoli valenziani, i cosiddetti “paranys”, strutture circolari costituite da un impianto di alberi, generalmente carrubi, e da una cinta muraria. Sopra gli alberi sono costruiti ponteggi in legno che sostengono gli uccellatori mentre dispongono tra i rami le barrette di legno coperte di colla: se un uccello vola attraverso queste barrette non ha scampo. I malcapitati si trovano letteralmente invischiati e cadono al suolo, all’interno del parany.

Nel novembre 2011 il CABS è stato in Spagna per raccogliere informazioni sul fenomeno e unirsi alla battaglie che un pugno di associazioni locali GECEN , AE-AGRO e EA-GER, da anni conducono contro questa forma di uccellagione. Nell’area della Comunità Valenziana finora i volontari hanno censito circa 2.500 impianti illegali di cattura, facilmente visibili dalle strade. Proprio per salvare gli uccelli da queste trappole mortali, gli attivisti del Commitee sono tornati anche quest’anno in Spagna con due teams.

Non sono certo difficili da trovare: i paranys sono visibili dappertutto nella comunità valenzianaNon sono certo difficili da trovare: i paranys sono visibili dappertutto nella comunità valenzianaCitiamo il racconto di uno degli attivisti: “siamo venuti in Spagna con l’obiettivo di documentare ciò che avviene nei paranys e per richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Purtroppo, come ci aspettavamo, la situazione è drammatica. Sono migliaia gli uccelli che ogni notte vengono catturati in questi alberi trappola; ne abbiamo voluto filmare la sofferenza per rendere tutti partecipi di tanta atrocità: gli uccelli catturati, che non solo soltanto tordi, ma anche capinere, pettirossi, storni e persino civette, lottano trascinandosi sul suolo per liberarsi dalle barrette collose che li hanno intrappolati. Dai filmati che abbiamo registrato è possibile ascoltare lo straziante stridio degli uccelli prigionieri. Non posso dimenticare la sera in cui, sorvegliando un parany, abbiamo avvertito gli ultimi stridii di un tordo prima che gli venisse schiacciata la testa. Per quanto tutto ciò ci abbia indignato, siamo stati profondamente delusi dall’atteggiamento indifferente, elusivo ed omissivo delle Autorità. Infatti abbiamo interpellato più volte la Guardia Civil perché intervenisse e facesse rispettare la legge, ma non abbiamo avuto riscontro, come si evince dalle registrazioni delle telefonate, né alcun seguito. Gli illeciti dai noi denunciati sono almeno 4: la struttura del parany, in quanto impianto di uccellagione; il collante usato per catturare gli uccelli; l’uso di richiami elettronici preregistrati e riproducenti il verso del tordo e la caccia in ore notturne, proprio quando migliaia di esemplari sono impegnati a migrare. Perché tanta sufficienza nel raccogliere le nostre segnalazioni?”

Per questa capinera e storno i volontari sono arrivati troppo tardi: il paranyero li ha già uccisi e attende l'alba per recuperarliPer questa capinera e storno i volontari sono arrivati troppo tardi: il paranyero li ha già uccisi e attende l'alba per recuperarliAlla fine i teams dei volontari hanno incominciato a smantellare da soli i paranys, pratica piuttosto pericolosa, visto che i bracconieri vi dormono dentro: in poche nottate di lavoro sono stati rimosse alcune migliaia di bastoncini e salvati una trentina fra tordi e capinere che i bracconieri non avevano ancora fatto in tempo a uccidere.

I volontari hanno anche condotto una serie di indagini e interviste per comprendere le ragioni di questo atteggiamento, incontrando spesso omertà. Soltanto un agente della Consillería di Castellón ha spiegato le dinamiche clientelari che impediscono la repressione del bracconaggio. I politici hanno dato il tacito ordine di non intervenire e la Guardia Civil, in quanto tale, è subordinata al diktat dei superiori. Dei circa settanta agenti in servizio nella provincia di Castellòn, soltanto un pugno di essi si sono dichiarati contro i paranys e per la legalità, ma hanno dovuto contravvenire al loro orario di lavoro per denunciare i bracconieri. Difatti, la Consilleria li obbliga tassativamente a prestare servizio dalle 8:00 del mattino alle 8:00 del pomeriggio, mentre i paranys sono attivi proprio nelle ore notturne: ecco perché è impossibile cogliere i bracconieri in flagranza di reato. Inoltre le denunce che gli agenti redigono hanno efficacia solo se l’amministrazione della Consilleria istruisce un procedimento penale nei confronti dei trasgressori, cosa che in genere non avviene, ovvero il fascicolo viene insabbiato. In più i tempi del procedimento penale sono lunghi (prima di essere convocati in giudizio trascorrono anche tre/quattro anni) e quindi non c’è affatto percezione del reato… tralasciando il fatto che la maggioranza delle sentenze sono di assoluzione, non di condanna.

Capinera fortunata: trovata di notte in un parany, i volontari del CABS la puliscono dalla colla con alcohol e saponeCapinera fortunata: trovata di notte in un parany, i volontari del CABS la puliscono dalla colla con alcohol e saponeQuesta testimonianza esprime con chiarezza la gravità della situazione mentre si attende, con la ovvia apprensione, il giudizio definitivo della Corte Suprema spagnola sulla legge “filovenatoria” proposta nel 2009 dalla Comunità Valenziana. Il governo regionale ha infine scoperto le carte e tentato di autorizzare nuovamente la caccia con i paranys, malgrado questi impianti di cattura siano considerati non selettivi e di massa e quindi in totale contrastato con la normativa comunitaria (“Direttiva Uccelli”); l’escamotage cui si è fatto ricorso è la presunta introduzione di una nuova colla sintetica che sarebbe "selettiva" e non farebbe danno al piumaggio degli uccelli…

Il CABS, con la documentazione sul caso prodotta quest’anno, presenterà un esposto alla Comunità Europea per scongiurare il rischio della ‘legalizzazione’ dei paranys. È questo un intervento davvero irrinunciabile se si vogliono preservare le delicate rotte dei migratori, che lungo le coste orientali della Spagna trovano un crocevia fondamentale. Si precisa che, relativamente all’’autunno 2012, sono stati proprio i volontari delle associazioni valenziane e del CABS che hanno monitorato parecchie centinaia di paranys: ebbene almeno 600 di questi erano in attività di caccia.

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