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Malta: il CABS pubblica le statistiche del bracconaggio del 2014

Il CABS ha pubblicato una sintesi di dati su tutti i reati connessi alla caccia riscontrati dai team presenti sulle isole di Malta e Gozo nel 2014. I dati sono stati raccolti dai volontari e membri del personale del CABS durante le operazioni da marzo a maggio e da luglio a dicembre dell’anno scorso. Falco pecchiaiolo con ferite d'arma da fuoco (Buskett, Settembre 2014)Falco pecchiaiolo con ferite d'arma da fuoco (Buskett, Settembre 2014)

Nel corso dell'anno i volontari hanno osservato un totale di 51 casi di abbattimenti di specie protette. Questi includono 26 casi di osservazione diretta del momento in cui gli uccelli sono stati colpiti o abbattuti e 24 casi di osservazione di esemplari di specie protette con ferite d’arma da fuoco o trovati morti. Gli uccelli sparati appartengono a queste specie: falchi di palude ( 21 ), gheppi ( 8 ), falchi pecchiaioli ( 4 ), albanella minore ( 3 ), cuculi ( 2 ), falco pescatore ( 1 ), airone cenerino ( 1 ), airone rosso ( 1 ), ballerina gialla ( 1 ), falco sp. ( 1 ), rondone ( 1 ), balestruccio ( 1 ), falco cuculo ( 1 ), gruccione ( 1 ), grillaio ( 1 ), piccione viaggiatore ( 1 ), cicogne bianche ( 2 ). In particolare l’abbattimento delle cicogne bianche è stato filmato nei pressi di Maghthab a marzo dell’anno scorso. Sono stati inoltre registrati dal CABS altri 70 casi su reati relativi a fucili modificati ( 26 ), caccia fuori stagione (19 casi), abbandono di fucile ( 2 ), non osservanza della distanza minima alle abitazioni ( 3 ), o alla strada ( 2 ), superamento dei limiti di carniere ( 2 ) e caccia durante il coprifuoco ( 16 ).

Un totale di 98 casi riguardano invece la cattura illegale di uccelli: in tutti i casi i bracconieri sono stati osservati nell'atto di infrangere la legge, sia per trattarsi di specie protette sia per il fatto che le catture avvenissero fuori stagione. I metodi di cattura includono: reti verticali (5 casi), diversi tipi di gabbie trappola ( 4 ) e reti abbattibili in periodo non consentito ( 89 ). Duranti la stagione ufficiale di cattura, che va da ottobre fino a gennaio, sono state segnalate alle autorità altre 65 infrazioni, fra le quali 61 casi di nuovi siti di cattura illegalmente costruiti all’interno delle aree protette della rete Natura 2000, 2 casi di distruzione di macchia mediterranea e 2 casi di cattura notturna illegale. Le specie interessate dal trappolaggio illegale sono state: pettirosso, culbianco, pettegola, piviere tortolino, piviere dorato, pavoncella, quaglia, verdone, fringuello, cardellino e lucherino.

Il tempo medio di risposta dell'ALE (misurato sulla base di un totale di 80 casi che hanno richiesto il supporto della polizia) è di 47 minuti, con un tempo minimo di 3 minuti e un massimo di 150 minuti. La risposta da parte della polizia si è mostrata più veloce durante la stagione di caccia rispetto ai periodi di primavera ed estate, ovvero la stagione in cui molti ufficiali dell’ ALE sono impegnati a svolgere altri compiti. Le segnalazioni fatte dal CABS hanno portato al sequestro di numerosi mezzi di cattura illegali e di 50 uccelli protetti vivi.

L'uso di richiami elettromagnetici illegali per la caccia e cattura di uccelli è stato registrato 251 volte. I casi includono sia installazioni fisse sia dispositivi mobili azionati a mano. La maggior parte dei fonofil riproducono i canti di quaglia (120 casi) e piviere dorato (54 casi), meno frequenti sono stati i richiami per trampolieri ( 31 ), tordo bottaccio ( 27 ), piviere tortolino ( 4 ), fringuello ( 2 ), allodola ( 2 ), ortolano ( 2 ), occhione ( 2 ), porciglione ( 1 ) e pavoncella ( 1 ).

Le operazioni notturne svolte insieme all’ALE in primavera e alla polizia locale in autunno, hanno portato al sequestro di un totale di 14 richiami elettromagnetici.

Le località che occupano i primi cinque posti per il maggior numero di illegalità registrate sono state: Fiddien, Dingli, Safi, Fomm ir Rih e baia di St. Thomas (Delimara).

In totale in 23 casi i responsabili sono stati colti in flagranza di reato attraverso i video girati dai volontari o direttamente dalla polizia. Alcuni di questi processi non sono ancora arrivati al tribunale, mentre in altri casi non è stato possibile pervenire al risultato della sentenza. Infine un totale di 13 persone (tutti uomini) sono stati condannati a pagare multe che vanno dai 500 ai 1500 euro, e 3 licenze di caccia/cattura sono state revocate per un periodo di un anno come sanzioni accessorie per reati di caccia.