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Il "cimitero degli uccelli" di Mizieb

Rinvenuti i resti di centinaia di uccellli protetti nella riserva di caccia della più grande associazione venatoria maltese


Resti di falchi pecchiaioli. Sotto ogni pietra uno scheletro!Resti di falchi pecchiaioli. Sotto ogni pietra uno scheletro! Nell’autunno 2009 i volontari del CABS e di BirdLife Malta hanno fatto una scoperta sull’isola che mette in luce la magnitudine della caccia illegale maltese. A Mizieb, il secondo bosco mediterraneo più importante dell’isola per i migratori, zona di caccia del FKNK (Federazione dei cacciatori per la conservazione della natura), sono stati rinvenuti nel corso di poche ore i resti di 192 uccelli particolarmenti protetti. I cadaveri erano sistematicamente nascosti sotto le pietre e la spazzatura.

La vicenda inizia alle prime luci dell’alba quando un team di BirdLife in appostamento osserva come alcuni falchi di palude vengono abbattuti dai cacciatori nel boschetto di Mizieb. Sempre nascosti, i volontari di BirdLife osservano come al momento di uscire dall’area di caccia, nessuno dei cacciatori ha con sé i falchi. Verso mezzogiorno quindi i volontari, chiamati in aiuto i teams del CABS, iniziano a cercare i corpi dei falchi nel punto in cui erano stati visti cadere. Dopo pochi minuti spunta fuori il primo, nascosto sotto un masso, poi un secondo fra le rocce ai piedi di una piattaforma di cemento. Il terzo è sotto una lamiera arruginita. Falco di palude appena abbattuto e nascosto sotto una pietraFalco di palude appena abbattuto e nascosto sotto una pietraSubito dopo emergono anche i resti di un lodolaio di già qualche settimana, poi un succiacapre e una nitticora. Immediatamente si allerta la polizia e chiamano in supporto gli altri volontari delle due associazioni. Alla fine della giornata i circa 20 attivisti rinvengono un totale di 38 falchi di palude, 35 nitticore, 18 pecchiaioli e più di altri 80 rapaci indeterminabili. In aggiunta si identificano i resti di 4 succiacapre, 3 upupe e 1 usignolo. I resti sono in diversi stati di decomposizione: dai falchi della mattina stessa, ad alcuni scheletri vecchi di alcuni mesi. Non a caso tutte le “tombe” si trovano nei pressi dei bunker di caccia numerati.

Gli agenti dell’ALE, presenti sul posto, raccolgono scheletri e cadaveri, ma decidono di non recintare l’area come scena del crimine né si premurano di allargare le ricerche nelle zone più distanti del bosco. C’è da supporre quindi che il cimitero sia molto più grande di quanto verificato dai volontari. Le ricerche diventano già inutili il giorno successivo in quanto, dopo i servizi in televisione, i cacciatori possono nottetempo aver fatto scomparire ogni ulteriore prova dell’avvenuto bracconaggio.

Volontari del CABS setacciano la zona di caccia di Mizieb alla ricerca di cadaveri di rapaciVolontari del CABS setacciano la zona di caccia di Mizieb alla ricerca di cadaveri di rapaci I funzionari della FKNK reagiscono dopo una settimana in maniera particolarmente ridicola. Si concentrano in forze a Mizieb e lì accusano pubblicamente i volontari del CABS e di BirdLife di aver portato loro stessi i cadaveri dall’estero e di averli nascosti sotto le pietre!

Che per molti cacciatori maltesi le rondini, i rondoni, i passeri e altri uccelletti siano da sempre un divertente bersaglio vivente, è un fatto ben noto e facilmente comprovabile durante ogni stagione di caccia. Gli ambientalisti erano però convinti che almeno per specie più grandi o particolarmente belle, la ragione per ucciderle fosse l’imbalsamazione. A seguito del rinvenimento dei cadaveri a Mizieb, è invece inevitabile constatare come per molti cacciatori animali come i falchi pecchiaioli e altre specie rare e protette non siano altro che bersagli in movimento da abbattere per poi lasciarli a decomporsi come spazzatura.

È altresì vero che non mancano testimonianze di cacciatori che sparano dai precipizi contro i falchi pur essendo evidente che il rapace colpito non può che finire in mare...

Un video sul rinvenimento di Mizieb si può trovare qui sotto: