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Malta: una prima svolta?

Maschio di falco di palude recuperato a Malta con ferite di arma da fuocoMaschio di falco di palude recuperato a Malta con ferite di arma da fuoco Dal 21 di aprile fino al 3 di maggio il CABS è presente su Malta con 4 teams di volontari al fine di sorvegliare lo svoglimento della caccia primaverile, incredibilmente concessa dal governo maltese ai circa 5.600 dei 12.000 cacciatori dell'isola.

La caccia è stata aperta a 10.000 fra tortore e quaglie (specie in calo drammatico nei paesi dell'Unione Europea), abbattibili per tre settimane dal 14 al 30 aprile, dalle 4.15 (in piena oscurità!!) fino alle 3 di pomeriggio. I cacciatori devono portare una vistosa fascia arancione al braccio e inviare un sms al Mepa non appena abbattono un individuo delle due specie cacciabili.

A fronte degli 5.600 cacciatori sparsi sul territorio, circa 40-80 poliziotti si occupano dei controlli.

Il CABS dal canto suo, in collaborazione con BirdLife Malta, presidia i punti più significativi dell'isola per la caccia, per evitare che col pretesto del via libera alle doppiette, si perpetri l'usuale carneficina di rapaci, aironi, upupe, rigogoli, rondini, rondoni e passeri a cui i cacciatori maltesi ci hanno abituato da anni.

A Malta le cose dipendono però dal vento, per cui se sin dall'inizio del campo non si sono verificati importanti casi di bracconaggio, potrebbe essere semplicemente perchè sull'isola non sono arrivati sufficienti contingenti di rapaci.

Bird Guards del CABS all'alba di ritorno da un giro di osservazioneBird Guards del CABS all'alba di ritorno da un giro di osservazioneBirdLife nel turno precedente aveva osservato alcuni drammatici abbattimenti di falchi di palude e di un'albanella minore; il campo del CABS invece inizia con la detezione di un trappolatore di ortolani in piena attività. Nei giorni successivi i teams osservano 158 casi di contravvenzioni al regolamento per la caccia primaverile: 119 spari al di fuori dell'orario consentito, la presenza di almeno 16 richiami elettronici nella parte nord dell'isola, 12 abbattimenti o ferimenti di specie protette, oltre ad altre irregolarità minori.

Alcuni casi sono degni di menzione: il 28 aprile in seguito all'abbattimento di un pecchiaiolo presso la Red Tower, un team del CABS richiede l'intervento della polizia: del pecchiaiolo nessuna traccia, ma un cacciatore è sorpreso con un'upupa appena uccisa. Nella successiva perquisizione a casa emergono altre specie protette.

Nei pressi di Mtahleb il 29 aprile all'alba cantano 5 richiami elettronici per quaglie. All'arrivo del team alcuni si spengono, ma altri rimangono in funzione anche con la luce (a dimostrare la spavalderia dei cacciatori). In particolare un cacciatore è visto osservare il mare col binocolo, poi rapidamente accendere il richiamo, sparare e tornare a spegnere il richiamo: è evidente che cerca di intercettare le quaglie in migrazione sul mare e di attirarle a portata di doppietta.

Rondine trovata uccisa a fucilate vicino a BahrijaRondine trovata uccisa a fucilate vicino a BahrijaUn terzo caso è più rincuorante. Il 27 aprile, con l'arrivo di un forte vento di Maestrale, arrivano su Malta molte centinaia di rapaci, soprattutto pecchiaioli, albanelle minori, nibbi bruni, lodolai e falchi di palude: si calcolano più di 1.200 rapaci in tutto. È il cosiddetto “Big Day”!. Da tutta il sud dell'isola risuonano spari sparsi, almeno 4 pecchiaioli sono visti cadere, mentre un gruppo di giovani cacciatori sono sorpresi mentre si avvicinano a un eucalipto, su cui riposano dei pecchiaioli. Al cadere delle tenebre vi sono altri isolati spari: i cacciatori cercano di localizzare e abbattere i falchi protetti dall'oscurità. Ma la principale preoccupazione del CABS è il dormitorio di Mizieb, dove sono scesi circa 200 pecchiaioli. Negli anni precedenti in casi simili gli animali non fanno in tempo a lasciare la volta del bosco per cadere sotto le fucilate. Per questa ragione 3 dei teams del CABS insieme ad alcune pattuglie della polizia circondano il bosco sin dalle 3 di notte. Alle 3.48 e alle 4.08 vengono sparati dei colpi, evidentemente ai pecchiaioli, ma poi avviene il miracolo! Alle prime luci dell'alba i falchi si alzano dal boschetto in piccoli gruppi senza che si senta nessuno sparo...! Una cosa creduta impossibile fino a pochi anni fa!

Poliziotti dell'A.L.E. rimuovono le reti usate per catturare le tortorePoliziotti dell'A.L.E. rimuovono le reti usate per catturare le tortoreIl resto della mattinata passa con due abbattimenti di pecchiaioli osservati, ma con centinaia di esemplari che prendono tranquillamente le termiche verso la Sicilia. Che i cacciatori maltesi siano infine (in buona maggioranza) rinsaviti? O dipenderà forse dal fatto che il governo ha promesso per il prossimo anno ben un mese di caccia primaverile se i cacciatori si comportassero bene durante questa stagione?

Forse che l'Europa deve quindi sacrificare decine di migliaia di tortore e quaglie di ritorno verso i siti di nidificazione (oltre a rigogoli, upupe, rondini e rondoni, tranquillamente abbattuti senza rischio di venire scoperti) perchè i cacciatori maltesi rinuncino al bracconaggio dei rapaci?

E poi è una rinuncia sicura? Perchè se il 30 aprile la caccia è stata chiusa, il primo e il due maggio – ultimi giorni di campo - un centinaio di colpi sono stati comunque sparati. In almeno un caso si sono osservati dei rondoni tentare di schivare i colpi nella zona di Bahrija: a causa del forte vento non vi erano che gruppetti di rondoni in migrazione e qualche cacciatore non ha esitato a sparare nel gruppo.

Un altro caso interessante proviene dalla zona di Delimara, dove 7 cacciatori hanno sparato allegramente il primo giorno di caccia chiusa, salvo interrompersi all’arrivo del team: per un’ora si sono tenuti in contatto con la radio, cercando di rimanere nascosti, senza sospettare di essere intercettati dall’agente di polizia che accompagnava il CABS.

Tortora selvatica usata come zimbello nel centro di un impianto di cattura scoperto dal CABSTortora selvatica usata come zimbello nel centro di un impianto di cattura scoperto dal CABSUn ultimo caso riguarda invece il trappolaggio. Approfittando della caccia chiusa, il 2 maggio due trappolatori di tortore hanno teso 4 reti nella zona della Red Tower, usando 7 tortore come zimbello. Un team del CABS, presente in zona per rintracciare un cacciatore che continuava a sparare, è letteralmente incappato nell’impianto di cattura mettendo in fuga i due trappolatori. La polizia, intervenuta in pochi minuti, ha potuto sequestrare il tutto e liberare le 7 tortore.

Su questa operazione è disponibile un video
(Il secondo dall'alto)

Nel frattempo i colleghi di BirdLife Malta ci riferiscono che ogni giorno circa 3-5 esemplari di esemplari protetti feriti da armi da fuoco vengono recapitati all'associazione da privati cittadini che rinvengono i malcapitati in giro per le campagne: l'ultimo caso, un'albanella pallida femmina... È questa la punta dell'iceberg di un bracconaggio che si nasconde certo di più, ma ancora evidentemente diffuso.