Report campo antibracconaggio - primavera 2009
Piovanello pancianera con ali tarpate, detenuto da un bracconiere malteseUn gruppo di 8 volontari provenienti dall’Italia, Germania e Gran Bretagna ha partecipato al campo antibracconaggio primaverile del CABS, svoltosi sull’isola di Malta fra il 24 aprile e il 3 maggio 2009. Obiettivo delle operazioni è stato monitorare il rispetto del silenzio venatorio primaverile, raccogliere prove contro eventuali cacciatori in attività di caccia e infine combattere il diffuso bracconaggio a specie protette perpetrato ancora da una larga fetta dei cacciatori maltesi. Nel complesso 8 casi di bracconaggio e trappolaggio illegale sono stati smascherati e denunciati alla polizia; in alcuni casi le reti da uccellagione sono state sequestrate e il materiale video probatorio è servito alla polizia maltese per denunciare numerosi cacciatori in flagranza di reato. Ciononostante, grazie al bando dell’attività di caccia in primavera, bando imposto dal governo in ottemperanza con la normativa UE, i cacciatori in giro per le campagne erano molto pochi quest’anno e anche i casi di abbattimenti illegali sono stati molto pochi rispetto agli anni passati. Anche per il trappolaggio si è riscontrata una minima attvità, sebbene la quantità di istallazioni preparate sia enorme e chiaramente sovradimensionata rispetto alle tre specie (quaglia, tortora, piviere dorato) che ancora possono essere legalmente trappolate.
Incidenti seri
Falco pecchiaiolo trovato ucciso da colpi di arma da fuocoIl 27 aprile all’alba, nei dintorni di Salinas, un gruppo del CABS osserva 3 cacciatori mentre sparano ai falchi di palude e ad alcuni falchi che hanno passato la notte nell’area. Un lodolaio è visto cadere al suolo, con gli altri si perde il contatto visivo. Nel corso di mezz’ora, nonostante il traffico mattutino, 2 pattuglie dell’ALE (la polizia ambientale maltese) sono sul posto. Nello stesso istante a Marsascala il secondo team del CABS è testimone dell’abbattimento di un gheppio. Il cacciatore è filmato mentre esce dal suo capanno, raccoglie il rapace, lo nasconde sotto il pullover e torna nel capanno. La polizia riesce anche in questo caso ad intervenire con celerità: identifica il cacciatore, recupera l’uccello morto e denuncia il cacciatore. Sul posto, a pochi metri di distanza gli agenti scoprono anche delle reti tese sul terreno, che provvedono a sequestrare. Il 28 aprile un team del CABS segue un gruppo di falchi pecchiaioli che ha dormito a ovest di Marsascala. Poco prima di raggiungere il mare, nei pressi del forte St. Leonardo, una ventina di colpi sono diretti agli uccelli. Attraverso il telescopio un volontario del CABS riesce a vedere un cacciatore rastrellare l’area, raccogliere un falco e nasconderlo nella sua capanna. Purtroppo, nonostante le accurate ricerche, l’ALE non riesce a ritrovare né il cacciatore, né l’uccello.
Il 29 aprile alle 18.50 un gruppo di 30 fra falchi pecchiaioli e di palude vola verso un dormitorio a Little Armier (L-Ahrax ta’ Gewwa). Da più punti si apre il fuoco sugli uccelli e un animale cade. La squadra del CABS si precipita sul luogo per recuperare il rapace, quando si trova praticamente fra le braccia un giovane cacciatore con tanto di doppietta in mano, anche lui in cerca del falco. Il cacciatore scappa a gambe levate, inseguito dai volontari del CABS, ma riesce a dileguarsi nella macchi sparando in aria un colpo di avvertimento contro gli inseguitori. Due pattuglie dell’ALE non possono che raccogliere 4 cartucce appena sparate come prova dell’avvenuto reato. Nel corso dei giorni di campo è risultato evidente ai membri del CABS che nonostante il periodo di caccia chiusa, molti cacciatori non avessero nessuna paura di essere colti in flagrante. Ad esempio vicino al Freeport un cacciatore viene filmato per parecchi minuti, mentre va a caccia con un bambino di pochi anni nella mano. Il video è passato all’ALE che ha aperto un fascicolo contro il sospetto.
Passero solitario, uccello simbolo di Malta rinvenuto in gabbia in possesso di un cacciatoreLe Bird Guards del CABS hanno infine lasciato l’isola dopo 9 giorni di campo, lasciando alla polizia 8 segnalazioni contro cacciatori visti abbattere specie protette o pattugliare la campagna con il fucile in mano. Un totale di 354 spari sono stati registrati dalle Bird Guards, la maggior parte nelle prime ore della giornata. La primavera precedente i colpi sparati illegalmente erano stati 1.350. Questo miglioramento della situazione su Malta è dovuto probabilmente a tre fattori: un maggiore rispetto da parte dei cacciatori del divieto di caccia, condizioni di vento sfavorevoli alla migrazione, quindi pochi uccelli presenti sull’isola, infine l’effetto comunque deterrente dovuto alla presenza dei volontari del CABS e di BirdLife Malta.
Queste osservazioni non ci devono però portare a sottovalutare gli effetti nefasti del bracconaggio su Malta. In primo luogo, nell’area di Bahrija, Delimara e Marsascala la caccia illegale è ancora perpetrata su larga scala, secondariamente è inevitabile notare come i cacciatori abbiano messo in moto un vero sistema criminale per tutelarsi dai controlli. In presenza delle pattuglie del CABS o dell’ALE i cacciatori sono stati osservati comunicarsi gli spostamenti dei veicoli con walkie-talkie e cellulari. I volontari del CABS sono stati anche fotografati e i loro dati diffusi sul forum online della FKNK (la maggiore associazione venatoria maltese). Negli ultimi giorni di campo poi i membri del CABS sono stati seguiti in un’occasione da un auto e ripetutamente insultati nei momenti in cui si giungeva a distanza ravvicinata; tentativi di intimidazione verificatisi più volte nel corso del campo.
Conclusioni
Gruppo di volontari durante un controllo nella zona di caccia di MiziebIl divieto di caccia primaverile riduce il numero di cacciatori che si azzardono a girare per le campagne, esponendo i bracconieri ai controlli della polizia. In questa maniera il governo ha la possibilità di dare il colpo finale al bracconaggio sull’isola, concentrandosi soprattutto in quelle poche aree di Malta dove un nocciolo di cacciatori incalliti continua a infrangere la legge, arrecando enormi danni alla fauna alata europea. Questi cacciatori hanno creato delle zone invalicabili dove in massima impunità abbattono qualunque specie di passaggio. Questo non è accettabile da parte del governo. Fino ad ora le forze dell’ALE, pur rapide nelle risposte, hanno avuto solo un ruolo reattivo, intervenendo di fronte a fatti compiuti, senza occuparsi di prevenire proattivamente il bracconaggio. A questo fine è necessario non solo un rafforzamento del corpo di polizia, da dedicarsi unicamente alla caccia, ma anche un cambio di strategia investigativa. È fondamentale anche una revisione degli impianti di cattura e delle licenze in modo da smantellare tutti i bunker da trappolaggio illegali e non più legalmente utilizzabili.







