Printer-friendly version

Malta - Qui termina il volo

Collaboratore del CABS con falco pecchiaiolo appena abbattuto a MaltaCollaboratore del CABS con falco pecchiaiolo appena abbattuto a MaltaL’arcipelago maltese è uno dei più importanti punti di sosta per gli uccelli migratori europei. Dopo un lungo volo attraverso il Mediterraneo, falchi pescatori, falchi pecchiaioli, lodolai, molte specie di aironi, ma anche limicoli, fringillidi, silvie e turdidi raggiungono l’isola per recuperare le forze in vista del successivo sforzo. Se poi le condizioni metereologiche sono sfavorevoli, l’isola rappresenta l’unico rifugio per migliaia di migratori alati sorpresi dal maltempo. Purtroppo quello che dovrebbe essere un approdo sicuro ed un’oasi di salvezza, si rivela in realtà una trappola mortale.

Ancora prima di toccare terra gli stormi di migratori possono sospettare quello che li attende sull’isola: la legislazione maltese autorizza infatti la caccia di anatre, oche e smerghi anche in mare aperto con l’ausilio di motoscafi. Sull’istante gli stormi fanno marcia indietro in preda al panico, ma l’istinto di sopravvivenza è più forte e li spinge ancora una volta verso l’isola. Quelli che sopravvivono al primo battesimo del fuoco cadono poi probabilmente sotto i pallini dei circa 13.000 cacciatori maltesi in attesa sulla terra ferma, senza contare i 3.000 trappolatori ufficiali.

Se le scogliere rocciose sono infestate da capanni mimetici, bunker, torrette di avvistamento, alle loro spalle si aprono poi le migliaia di impianti di cattura con reti pronti a catturare pivieri dorati, tortore e quaglie (fino al 2008 si potevano ancora catturare in deroga sette specie di fringillidi). Senza contare tutti gli impianti che illegalmente continuano a uccellare zigoli, limicoli e fringillidi.

Agenti della polizia ambientale ALE mentre rimuovono delle reti da uccellagione segnalate dal CABS durante il campo antibracconaggioAgenti della polizia ambientale ALE mentre rimuovono delle reti da uccellagione segnalate dal CABS durante il campo antibracconaggioSe questa è la situazione su Malta, non è un caso che il CABS sia convinto che una delle principali cause del progressivo declino di molte specie migratrici minacciate (pecchiaioli, rigogoli, gruccioni, tortore e allodole) sia il massiccio trappolaggio e la caccia illegale di cui sono fatti oggetto questi animali lungo le rotte del Mediterraneo.

Il CABS considera di conseguenza come una delle sue missioni prioritarie il porre un termine al massacro di uccelli che si verifica ogni anno sull’isola di Malta. Quest’obiettivo viene perseguito attraverso i nostri campi di protezione degli uccelli migratori, programmi di educazione e campagne di protesta, realizzate con il supporto delle nostre organizzazioni partner locali. Nel 2004, insieme con l’organizzazione Ligue Royale Belge pour la Protection des Oiseaux, abbiamo intrapreso una campagna con eventi informativi e lavoro di lobbying con l’obiettivo primario di sensibilizzare la Commissione Europea e i membri del Parlamento Europeo sulla necessità di una migliore protezione degli uccelli migratori su Malta.