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Secondo Campo sullo Stretto di Messina

Team del CABS sulle alture dell'Aspromonte in attesa dei falchiTeam del CABS sulle alture dell'Aspromonte in attesa dei falchiGià da una settimana i volontari del CABS stanno seguendo la migrazione dei falchi sul versante calabrese dello Stretto di Messina, là dove il bracconaggio ai rapaci è ancora virulento.

E ieri il lavoro del nostro nucleo è stato premiato: quattro fra i più incalliti e criminali "cacciatori di falchi" sono stati beccati e fermati. Come riporta il comunicato stampa della Forestale, con la quale si sono coordinate le azioni:

"Importante operazione del NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) e del Nucleo Anticrimine del Corpo Forestale dello Stato di Palermo. Ad essere individuati e colpiti quattro bracconieri calabresi che si recavano in “trasferta” in Sicilia per uccidere rapaci in migrazione. L’operazione è stata condotta in collaborazione con il nucleo investigativo del CABS (Committee Against Bird Slaughter). Le informazioni hanno condotto ad un intervento mirato effettuato nei giorni scorsi. Obiettivo un gruppo organizzato di bracconieri, i quali erano in possesso di una casa nel Comune di Tusa, al confine tra le province di Messina e Palermo. Tale abitazione era situata su un terreno scosceso in posizione isolata, con vista sull’orizzonte, strategicamente ubicata sulla rotta migratoria del falco pecchiaiolo. Da tale eletta postazione i bracconieri con metodo sistematico abbattevano i rapaci nel loro volo migratorio verso lo Stretto di Messina, aggirando cosi i controlli posti in essere dal NOA in Calabria. Il territorio prediletto per il bracconaggio era quello di Caronia, nel Parco dei Nebrodi. Nei giorni scorsi, approfittando di una favorevole giornata per il passaggio dei rapaci, i bracconieri si preparavano, nelle vicinanze dell’abitazione (davanti alla quale era stato realizzato un appostamento per la caccia su un pino marittimo al quale si accedeva con una grande scala in ferro), ad esercitare l’illecita attività.

Agenti della Forestale con i fucili e le cartucce sequestrate ai cacciatori di falchiAgenti della Forestale con i fucili e le cartucce sequestrate ai cacciatori di falchiI Forestali appostati su una collinetta alle spalle della casa, nascosti tra le piante di sughere, non appena i bracconieri hanno estratto le armi da un vano realizzato in un’intercapedine del loro fuoristrada sono immediatamente intervenuti per porre fine a tale attività criminale facendo irruzione nelle pertinenze dell’abitazione. Le quattro persone presenti nell’alloggio, due di Reggio Calabria e due di Calanna, sono state tutte denunciate a vario titolo per porto abusivo di armi e per incauto affidamento ed omessa custodia di armi ed attività venatoria in periodo di divieto. A carico di taluni dei soggetti deferiti all’A.G. risultano precedenti specifici di Polizia. Oltre ai tre fucili utilizzati dai bracconieri sono state rinvenute e sequestrate ben 5.400 cartucce custodite nell’abitazione."

Sul colpaccio antibracconaggio ha riferito anche la Repubblica

Il campo prosegue fino a metà maggio, fino a che sarà passato l'ultimo falco pecchiaiolo!