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Primo campo del CABS sullo Stretto di Messina

Il coordinatore del campo CABS sullo Stretto di Messina (sin.) insieme a un volontario durante la sorveglianzaIl coordinatore del campo CABS sullo Stretto di Messina (sin.) insieme a un volontario durante la sorveglianzaPer la prima volta nella sua storia il CABS conduce un campo antibracconaggio sul versante calabrese dello Stretto di Messina. Dal 27 aprile fino al 12 maggio 17 volontari provenienti da tutta Italia effettueranno un monitoraggio dei principali corridoi migratori di rapaci e di altre specie in pericolo sul versante calabrese dello Stretto. L'obiettivo è dissuadere e denunciare i cacciatori ancora dediti al bracconaggio dei falchi.

Il campo viene realizzato in concomitanza e in stretta collaborazione con il Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato.

A continuazione un resoconto dei principali interventi del CABS sullo stretto in questa prima settimana di campo:

Il campo è iniziato ufficialmente il 27, ma già da alcuni giorni prima i volontari stanno monitorando il territorio. Fortunatamente i venti di scirocco di forte intensità spingono i rapaci da Messina verso Nord, fino a Capo Vaticano, permettendogli di superare in un unico salto la zona più pericolosa per il bracconaggio. Per questo motivo su Reggio si vedono pochissimi falchi, sebbene su Messina ne passino a centinaia.

L’attenzione dei volontari CABS si è concentrata quindi sulla segnalazione di casi di detenzione di specie protette al NOA per la realizzazione dei relativi sequestri e comunicazioni di notizie di reato.

Il 25.04.2013 su un terrazzo di una zona centrale di Reggio Calabria è stata segnalata la detenzione illecita di 13 esemplari maschi di cardellino, specie protetta. L’intervento della forestale si è concluso con il sequestro di tutti gli uccelli trovati – destinati alla vendita - e di 3 reti di uccellagione. Gli uccelli sono stati immediatamente rimessi in libertà.

Corvo imperiale illegalmente detenuto a Reggio Calabria: l'animale insieme ad altri due esemplari viene segnalato al NOA e liberatoCorvo imperiale illegalmente detenuto a Reggio Calabria: l'animale insieme ad altri due esemplari viene segnalato al NOA e liberato Due giorni dopo, il 27.04.2013 sono state fatte due ulteriori segnalazioni al NOA: in una voliera sita in un terreno agricolo nella località Rosario Valanidi del Comune di Reggio Calabria erano custoditi 3 esemplari di Corvo imperiale (Corvus corax), specie non cacciabile. Gli animali sono stati sottoposti a sequestro ed il proprietario della voliera è stato denunciato. Nel pomeriggio dello stesso giorno sono stati individuati dei cardellini detenuti in gabbie nel centro abitato di Scilla. Nel corso dell’intervento il NOA ha sottoposto a sequestro 3 animali vivi ed uno morto e ha denunciato il proprietario all’autorità giudiziaria.

Il vento di scirocco continua a tenere i falchi lontani dalle doppiette: il 02.05.2013 i volontari del campo si limitano a segnalare 9 esemplari di Tortora dal collare orientale custoditi in una voliera nella località Pellegrina del Comune di Bagnara Calabra. Il proprietario è denunciato per detenzione illegale di fauna selvatica non cacciabile e gli animali sono sequestrati e lasciati in custodia giudiziaria, in quanto alcune femmine erano in cova.

Il 04.05.2013 le condizioni meteo sono ancora sfavorevoli al passo di rapaci, tuttavia un centinaio tra pecchiaioli, poiane, falchi cuculi e gheppi sono visti nei diversi punti di osservazione dei teams del CABS mentre attraversano lo stretto senza essere disturbati. I bracchi devono stare scalpitando, avverte il coordinatore del campo...

Oggi si è conclusa con successo la più importante operazione in collaborazione con NOA dall’inizio del campo. Grazie alle indagini del CABS un imbalsamatore illegale è stato sorpreso nel suo laboratorio a Reggio: agli ufficiali del NOA non è sembrato vero scovare in poche stanzette poco meno di 700 esemplari di uccelli, mammiferi, rettili e pesci imbalsamati o in procinto di esserlo. Per leggere di più su questo colpo inferto alla catena di crimini che va dall'uccisione di esemplari protetti alla loro tassidermizzazione, seguire questo link!

Il 07.04.2013 il vento ha girato da nord e i falchi, già da alcuni giorni abbondanti, si sono incanalati nelle fiumare a sud di Reggio. Sopra Pellaro si sono uditi numerosi spari e alcuni falchi sono stati abbattuti di nascosto fra case, cascinali e vallate. Ma il team del CABS non è rimasto con le mani in mano. Un bracconiere, tenuto sotto controllo, già da qualche tempo, si è presentato all'appuntamento ed è stato preso con l'aiuto del NOA.

Ecco qui il racconto del coordinatore del campo:

Volontari CABS al campo sullo StrettoVolontari CABS al campo sullo Stretto"E si, il vento era proprio cambiato. Forte da nord/ovest con nuvole scure su Reggio. Il tempo adatto per Pellaro. E infatti alle 12,45 l'informatore telefonava: venite subito a Pellaro, ne passano a fiumara. Nello stesso momento il nostro bracconiere, sui 50 anni, killer incallito di falchi (porto d'armi ritirato nel 95 e restituitogli da poco per buona condotta - ovviamente...), smontava il suo calibro 28, lo riponeva con cura sotto il sellino del vespone insieme a 48 cartucce di piccolo calibro e partiva per il suo territorio abituale di caccia. Non sapeva che qualcuno lo aspettava da settimane e che 8 occhi umani lo guardavano da lontano mentre nascondeva il fucile nell'ulivo ed un occhio elettronico cercava di riprendere la sua facciona. Non sapeva nemmeno, mentre accanto al cancello dell'amico aspettava i falchi, che tra poco sarebbe diventato preda e gli saremmo piombati addosso come falchi pellegrini senza nemmeno dargli il tempo di dire mamma. Allora da killer si trasformava in pecora: "se mi trattate bene verrete adeguatamente ricompensati.. Conosco molto bene un forestale che abita qua sotto (ah sì, e come si chiama?)... non è che venite tutti a casa mia che mia figlia si spaventa?..." Non c'è bisogno caro bracconiere, noi stiamo andando da un'altra parte. Intanto i falchi volavano bassi contro vento e gli facevano ciao con la manina..."

Un falco pecchiaiolo abbattuto dai falconieri è recuperato dai volontari del campo antibracconaggioUn falco pecchiaiolo abbattuto dai falconieri è recuperato dai volontari del campo antibracconaggioAnche il giorno successivo il vento del nord porta i falchi su Messina. I bracconieri sono molto attenti a non farsi scoprire: si sentono pochi spari, ma in serata un falco pecchiaiolo è recuperato dal nostro team e consegnato al CRAS di Messina...

Un altro colpo è assestato al bracconaggio dal N.O.A. il 10/05: questa volta i forestali in perlustrazione scoprono quattro persone appostate in maniera sospetta. Tentano un avvicinamento silenzioso, ma all'ultimo l'uomo che tiene il fucile in mano si accorge della loro presenza, e parte in fuga abbandonando sul punto il fucile. Questo ha la matricola abrasa. I forestali non possono risalire così al proprietario. I tre complici rimasti sul posto fanno ovviamente gli gnorri, ma non possono negare l'evidenza e vengono denunciati tutti e tre a piede libero.

Da ultimo un breve video che racconta il campo nelle parole del coordinatore (premere F5 se il video non si visualizza):