Printer-friendly version

Campo Adorno 2017

Il CABS incastra tre bracconieri di falchi

L'anziano preso col fucile a sparare ai falchiL'anziano preso col fucile a sparare ai falchiUn grande successo il campo del CABS per la protezione degli uccelli rapaci in migrazione sul versante calabrese dello Stretto di Messina. Il contributo dei nostri volontari che si sono succeduti per tre settimane nel monitoraggio della migrazione ha consentito al NOA, Nucleo Operativo Antibracconaggio dell’Arma dei Carabinieri, di conseguire importantissimi risultati contro i soggetti criminali che ogni anno sparano ai migratori provenienti dall’Africa.

E’ accaduto in particolare in una zona impervia di Archi, nel comune di Reggio Calabria, area ad alta densità mafiosa e per questo attentamente controllata dai malavitosi. Proprio per evitare di essere notati e per sfuggire alle vedette dei bracconieri il 28 aprile abbiamo raggiunto le aree in cui solitamente viene esercitato il bracconaggio partendo dall’alto, lungo un sentiero di rado utilizzato.

Una volta individuati due aree sospette, abbiamo posizionato le nostre telecamere per riprendere le attività dei bracconieri.

Uno dei giovani dileguatisi e poi rintracciati a casaUno dei giovani dileguatisi e poi rintracciati a casaIl 1° maggio, giornata di forte passo in tutta la zona nord della città, una squadra si è portata in un luogo dal quale era possibile udire gli spari senza essere visti. Alle 14,30, infatti, sono stati uditi due colpi di fucile provenienti proprio dall’area dove si trovavano le telecamere. A quel punto è stata allertata un’altra squadra che, sempre a piedi, è scesa su un costone dal quale c’era qualche possibilità di filmare i bracconieri. Questi, infatti, avevano scelto le loro postazioni con grande cura, proprio per sfuggire ai controlli. A differenza delle altre volte, però, i tre soggetti sono stati individuati e filmati da grande distanza. Nelle immagini si vedono i tre soggetti muoversi velocemente tra le querce ed uno di loro sparare ad un Falco Pecchiaiolo, che viene abbattuto.

Subito dopo il più anziano smonta il fucile e lo ripone nel fodero: qualcuno li aveva avvisati che in basso c’erano dei movimenti sospetti. Ed infatti stavamo raggiungendo la zona insieme ai militari del NOA, preventivamente allertati. Il vecchio viene fermato subito, i due giovani (29 e 35 anni) riescono a dileguarsi lanciandosi in un dirupo. Verranno arrestati in serata nelle rispettive abitazioni, dopo che era stato recuperato il fucile, risultato di provenienza furtiva. I tre risponderanno in concorso di detenzione e porto di arma clandestina e ricettazione dell’arma, oltre che di caccia di frodo nei confronti di specie particolarmente protette.

Le immagini registrate dalla fototrappola mostrano il vecchio che arriva nell’appostamento nel primo pomeriggio; dopo aver recuperato il fucile da qualche nascondiglio introduce le cartucce e si apposta dietro un riparo di fichi d’India vedendo arrivare i primi falchi; successivamente telefona ai complici avvisandoli che la giornata è buona e possono raggiungerlo.

Quando ci ha visti arrivare ha improvvisato una sceneggiata, come se fosse li per caso: “Prendeteli, prendeteli! - ha gridato - Erano in due, due ragazzi!! Hanno sparato ai poveri falchi e poi sono scappati nel burrone con il fucile. Aspettateli in basso! Io vengo sempre qui per passeggiare ed ogni tanto li vedo!”

Poveretto, non sapeva che avevamo già filmato tutto!