Printer-friendly version

Picco migratorio dei falchi di palude e inizio della stagione di caccia 2014

Volontari del CABS perlustrano le pinete dell'Aspromonte cercando i falchi abbattuti dai cacciatoriVolontari del CABS perlustrano le pinete dell'Aspromonte cercando i falchi abbattuti dai cacciatoriSi è svolto in riva allo Stretto dal 27 al 29 settembre uno speciale servizio del Nucleo Operativo Antibracconaggio di Roma del Corpo Forestale dello Stato per prevenire l’attività venatoria illegale ai danni degli uccelli rapaci migratori. Il servizio è stato disposto dopo gli allarmi lanciati del CABS di Reggio Calabria sull’insufficiente controllo del territorio dove migrano questi uccelli particolarmente protetti. Domenica 21, infatti, in occasione dell’apertura della caccia, diversi Falchi di Palude, una delle specie più rare d’Europa, erano stati abbattuti nelle pinete di Montebello Jonico. Il controllo dell’attività venatoria da parte del NOA è stato capillare ed ha riguardato tutte le zone di maggiore sensibilità per il passaggio dei rapaci, in particolare quelle utilizzate per la sosta notturna. Sono stati dunque sottoposti a controllo parecchi cacciatori, anche se la totale mancanza nel fine settimana di uccelli migratori, sia rapaci che di altre specie, ha evidentemente impedito il verificarsi di significativi episodi di bracconaggio. I In territorio di Montebello Jonico è stato individuato un ragazzino quindicenne che portava in spalla il fucile carico legittimamente detenuto dal padre. Per il genitore è scattata la denuncia per il reato di incauto affidamento dell’arma. In territorio di Reggio Calabria, in una zona ad altissimo rischio per la migrazione primaverile ed autunnale dei falchi, che ogni anno vi vengono uccisi in gran numero, si è verificato l’episodio più grave: in un avvallamento poco distante dalle abitazioni è stato sorpreso, appostato dietro una pianta di ginestre, un bambino di 12 anni che si trovava sul posto da solo, in atteggiamento di caccia, con fucile calibro 12 carico e cartucciera. Anche in questo caso per lo scellerato genitore, che è stato successivamente individuato nella propria abitazione, distante un centinaio di metri, è scattata la denuncia per incauto affidamento dell’arma a minore non imputabile.

Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro tre fucili da caccia. L’operazione svolta dal NOA dimostra come fossero assolutamente fondati gli allarmi lanciati dal CABS al Questore di Reggio Calabria sulla disinvolta circolazione di armi che si verifica, anche nelle ore notturne, in tutto il territorio provinciale. Quanto all’attività venatoria, secondo il CABS, in vastissime aree della provincia i controlli sono del tutto inesistenti. Solo soggetti totalmente disabituati ad essere sottoposti a controllo, infatti, potrebbero essere cosi incauti da affidare le loro armi a minorenni, con grave rischio per la loro ed altrui incolumità.


volontari CABS Calabriavolontari CABS CalabriaI volontari del CABS presenti nelle pinete di Motta San Giovanni e Montebello Jonico hanno verificato, ancora una volta, come l’attività venatoria in questi luoghi collinari sia indirizzata, nel mese di settembre, quasi esclusivamente contro gli uccelli rapaci protetti. Nella giornata del 21 settembre numerosissimi spari e assenza quasi totale di specie cacciabili, tranne qualche raro colombaccio.

Nel pomeriggio di domenica, intorno alle 16,45, sono stati sentiti intensi spari nella zona del “Castagneto di Pitea” e sulle alture che dominano l’abitato di Fossato Jonico, dove molti rapaci - approfittando del forte vento di scirocco - passavano a bassa quota nella vallata di Fossato per poi risalire di ritorno in direzione delle pinete. A Pitea un falco pecchiaiolo è stato ferito ma è riuscito a continuare il suo volo. I volontari hanno richiesto l’intervento di una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato presente sul posto, ma la risposta è stata che “gli spari sicuramente erano tutti indirizzati verso specie cacciabili” dopo di che le guardie si sono allontanate.

I volontari hanno accertato la presenza sui luoghi di soggetti provenienti da Pellaro e da Reggio Calabria, con precedenti penali specifici per bracconaggio ai rapaci. Per fronteggiare il bracconaggio il responsabile CABS per le azioni in Calabria aveva richiesto l’invio di un sottufficiale esperto del NOA, richiesta che non è stata ascoltata e purtroppo decine di falchi di palude sono stati sacrificati.

Aspromonte di notte: tutti a caccia di ghiriI!

La notte di venerdì, due gruppi di volontari, in concomitanza con l’apertura della stagione venatoria, si sono portati sull’Aspromonte Jonico, alla ricerca di bracconieri di ghiri, visto che è uno dei momenti più propizi per questa forma di caccia illegale, molto redditizia (i ghiri sono commercializzati abusivamente al prezzo attuale di circa 90 euro al chilogrammo).

Non appena giunti, poco dopo le 23, nella zona di Campolico di Sant’Agata del Bianco, in un punto da cui si domina buona parte del versante aspromontano ionico, ai volontari si è presentata una scena allucinante: Ovunque la montagna brulicava delle luci di potenti torce e, soprattutto, si udivano da ogni parte colpi di fucile indirizzati ai mammiferi protetti. Bracconieri erano infatti in azione nelle zone di Punta Casteglia e in tutta la fiumara del Bonamico, in agro di San Luca. Altri ancora sparavano proprio nel versante sottostante le postazioni dei volontari, tra Campolico e la Fiumara di Butramo. E’ stata immediatamente fatta una segnalazione alla Compagnia dell’Arma dei Carabinieri di Bianco e al Comando dei Carabinieri di San Luca, ma visto che non siamo riusciti ad ottenere un immediato servizio di supporto i volontari hanno deciso di muoversi da soli e sono scesi in auto verso la fiumara di Butramo. I bracconieri erano cinque giovani in tuta mimetica che si sono dati alla fuga ma sono stati comunque intercettati sulla strada che da Monte Varet scende a Casignana.

Intanto gli altri volontari del CABS tenevano sotto controllo un altro numeroso gruppo di bracconieri a Punta Casteglia. Anche’essi con potenti torce elettriche, sparavano a più non posso verso i ghiri. In circa un’ora sono stati contati, in quella località, oltre 50 spari che purtroppo corrispondono ad altrettanti animali uccisi. Più tardi, sono stati uditi spari anche nella zona della chiesa di San Leo di Africo, lungo il torrente La Verde, anch’essa nel territorio del Parco dell’Aspromonte.

Alla luce di quanto sopra, in considerazione anche delle numerose segnalazioni pervenute, il CABS si chiede nuovamente se il Parco Nazionale dell’Aspromonte sia ancora da considerarsi “Area Protetta” dalle leggi nazionali, quale custodia di un rilevante patrimonio di biodiversità, di proprietà pubblica, o invece un’enorme riserva di caccia per i bracconieri locali.