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Apertura della stagione venatoria sullo Stretto di Messina

Due casi di bracconaggio risolti grazie all'intervento dei volontari del CABS

Nibbio Bruno recuperato a Pellaro.Nibbio Bruno recuperato a Pellaro. In occasione del picco della migrazione post nuziale dei rapaci e dell'apertura dell'attività venatoria alcuni volontari del CABS hanno monitorato per 10 giorni il versante calabrese dello Stretto di Messina.

E' stato rilevato il passaggio di molte migliaia di rapaci migratori (Falchi Pecchiaioli, Nibbi Bruni, Falchi di Palude ed Aquile Minori), sicuramente in numero molto superiore alle medie stagionali. Ciò potrebbe essere dovuto sia alle condizioni di bassa pressione che hanno abbassato le quote di volo degli uccelli, rendendoli più visibili, sia alla presenza di perturbazioni atmosferiche sull'arco alpino, che potrebbero aver dirottato verso lo Stretto una parte dei rapaci che normalmente si dirige verso Gibilterra. Sono stati riscontrati atti di bracconaggio ai danni di Nibbi Bruni nella pineta di Embrisi (Montebello Ionico) e di Falchi Pecchiaioli nell'abitato di Melia (Scilla). A Melia gli spari si sono ripetuti per diversi pomeriggi, tutte le volte che i rapaci hanno sorvolato la parte alta del centro abitato. In nessun caso è stato possibile identificare i responsabili di questi atti.

Cacciatore preso per aver abbattuto un piccione selvaticoCacciatore preso per aver abbattuto un piccione selvaticoIl giorno 1 settembre è stato monitorato il territorio della ZPS "Costa Viola", nella quale in base al Calendario venatorio della Regione Calabria l'attività venatoria avrebbe dovuto essere vietata. Si è riscontrato invece un elevatissimo numero di spari. I volontari hanno selezionato il luogo da cui proveniva il maggior numero di colpi di arma da fuoco, nella zona di Campo Calabro. Qui sono riusciti a fotografare un cacciatore che era in possesso di un esemplare di piccione selvatico, specie non cacciabile. Il pronto intervento di una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato, precedentemente allertata, ha consentito l'identificazione del cacciatore, che è stato deferito alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

Nel corso dell'attività di controllo, grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, è stato recuperato nella zona di Pellaro un esemplare di Nibbio Bruno, che è stato avviato al Centro di Recupero Fauna Selvatica di Messina. Qui è stato riscontrato un grave stato di malnutrizione dovuto alla presenza di un protozoo. Il Nibbio è in cura e potrebbe riprendersi in breve tempo per essere rimesso in libertà.