Printer-friendly version

Le vasche della camorra a Caserta

250 stagni per uccidere anatre selvatiche, limicoli e trampolieri

Stampi di limicoli in un'enorme vasca abusiva nel casertanoStampi di limicoli in un'enorme vasca abusiva nel casertanoL'intera costa campana nel triangolo fra Minturno, Caserta e Ischitella era un tempo una splendida area paludosa, sito di sosta e svernamento di milioni di anatre selvatiche, limicoli e trampolieri. Poi con le bonifiche il terreno è stato drenato e i fiumi incanalati per consentire agricoltura e l'allevamento delle bufale. Ma ancora oggi, basta scavare un metro sotto il terreno ed ecco che per magia l'acqua sgorga e forma laghi e pozze.

Lo sa bene la criminalità organizzata locale - in particolare il clan dei casalesi - che nei decenni scorsi hanno scavato il terreno per estrarre sabbia e ghiaia, oppure, come emerso nuovamente nelle più recenti indagini, per interrare rifiuti tossici e pericolosi nella cosiddetta "terra dei fuochi". Là dove si scavava un buco nel terreno, veniva sù l'acqua e si formava una vasca. E visto che la criminalità ambientale é sempre a tutto tondo, perché non approfittare di questo neonato spazio naturale, di questa palude, dove le rane e le raganelle cantano e la vegetazione palustre riprende vigore, per uccidere qualche uccello in migrazione?

Volontario del CABS rimuove i richiami di plastica da una vasca abusiva nel casertanoVolontario del CABS rimuove i richiami di plastica da una vasca abusiva nel casertano È diventato un affare sull'affare per persone legate alla criminalità organizzata e semplici proprietari terrieri: lasciare che l'invaso si riempi di acqua, costruirci a lato un bel bunker semi interrato (il "puosto") e far pagare ai cacciatori alcune migliaia di euro per poterlo utilizzare una sera a settimana durante e fuori dalla stagione di caccia: 3-5.000 € a notte significa che ogni invaso può fruttare 20.000 € a stagione!!

Alla fine degli anni '90 - racconta la LIPU nel suo libro "Volo libero" - la Forestale fece una prima incursione sulle vasche, formando e impiegando un gruppo di agenti scelti: in poche settimane censirono circa 250 vasche per il bracconaggio e sequestrarono 80 fucili ad altrettanti bracconieri. Questi erano cacciatori spesso in regola, ma gli appostamenti (container o prefabbricati in cemento armato e ferro incassati nel terreno, dei quali sporge solo la feritoia anteriore e il tetto a scorrimento dal quale si cala il cacciatore) erano veri abusi edilizi, le armi usate erano spesso modificate per sparare a ripetizione piú di 3 colpi, si cacciava di notte e con l'ausilio di richiami elettroacustici udibili a km di distanza. Di più, i cacciatori denunciati erano frequentemente personaggi in vista del mondo istituzionale locale, gente che - come ha detto allusivamente il Comandante Regionale del CFS - "potrebbero avere dei ruoli importanti nella società". Questo non è casuale perché avere un VIP che affitta la tua vasca, ti garantisce uno "sguardo di riguardo" se viene fatto un controllo.

Team del CABS controlla una vasca nel casertano: il puosto è la struttura di cemento interrata, sullo sfondo gli stampi per le anatreTeam del CABS controlla una vasca nel casertano: il puosto è la struttura di cemento interrata, sullo sfondo gli stampi per le anatreE infatti nell'Italia della criminalità e del clientelismo peggiore la breve incursione della forestale sulle vasche della camorra non viene celebrata, ma anzi subito interrotta, l'ufficiale trasferito, il corpo di agenti scelti sciolto, come se nulla fosse successo.

Solo nel 2001 grazie alla cooperazione fra i volontari della LIPU e i Carabinieri riprendono le operazioni, denominate ora "Volo libero": decine di cacciatori vengono di nuovo denunciati, con l'ausilio dei vigili del fuoco i bunker vengono aperti, molti sono posti sotto sequestro dalla procura di Santa Maria Capua Vetere e alcuni stagni sono anche inseriti nell’Ente Riserva regionale Foce Volturno/Costa di Licola/Lago Falciano. Il fenomeno sembrerebbe ritrarsi di nuovo, ma è un effetto illusorio. Ancora sulla zona insistono per dieci anni le guardie zoofile dell'ENPA, coadiuvate dai Carabinieri, dalla Forestale e dal N.O.A. di Roma, ma i cacciatori tornano sempre a sparare: di notte e con gli odiosi richiami, in primavera alle marzaiole, in autunno a codoni, fischioni, alzavole, canapiglie, folaghe e germani. Vengono sequestrati ogni anno decine di fucili, anatre da richiamo con le ali tarpate, ma i bracconieri si fanno più furbi; in molti casi, una complicata rete di informatori e sentinelle rende molto difficile individuare chi braccona e dove.

Tre vasche abusive a poca distanza l'una dall'altra nei pressi di Cancello e ArnoneTre vasche abusive a poca distanza l'una dall'altra nei pressi di Cancello e ArnoneGirando sul territorio si vedono i branchetti di anatre scendere all'imbrunire sui corpi d'acqua artificiali, dopo aver volteggiato 3-4 volte, consce del pericolo. Si sentono gli spari in diversi punti, ma è difficile sorprendere chi spara: le vasche sono troppe.

Per questo vogliamo aiutare: anche il CABS si deve unire alla battaglia contro questo bracconaggio, per dare il suo contributo affinché si arrivi finalmente alla sua fine.