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Campo per la protezione degli uccelli nel cagliaritano

I LACCI DEI BRACCONIERI DISSEMINATI OVUNQUE: CINQUE UCCELLATORI RIPRESI CON TELECAMERE E DENUNCIATI AI CARABINIERI

Lassu e mata, nei boschi di UtaLassu e mata, nei boschi di UtaA conclusione del campo realizzato nel mese di novembre in provincia di Cagliari, con il contributo della Fondazione Stiftung-pro-Artenvielfalt, il CABS rende noti i dati dell’attività svolta per il contrasto dell’uccellagione nella Sardegna meridionale.

I quattro volontari che per tre settimane hanno monitorato i boschi nei comuni di Capoterra, Uta ed Assemini hanno individuato 5 sentieri per l’uccellagione realizzati nella vegetazione e composti complessivamente di 2600 lacci attivi in crine di cavallo o nylon (il triplo di quelli individuati e rimossi nello stesso periodo del 2015).

Inoltre hanno trovato nel comune di Uta un sentiero di lacci per la cattura di ungulati composto da 40 cavetti d’acciaio nei quali erano state catturate ed uccise due volpi. Altre decine di lacci d’acciaio sono stati trovati un po’ ovunque disseminati sul territorio.

Sui sentieri di uccellagione sono state posizionate a più riprese telecamere nascoste che hanno consentito di filmare 6 persone nell’atto di posizionare i lacci o di rimuovere i tordi catturati. Contro 5 di loro è stata già presentata denuncia al Comando Carabinieri di Capoterra per attività di uccellagione, furto aggravato ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato e, in alcuni circostanze, maltrattamento di animali.

Distruzione di un sentiero da uccellatoriDistruzione di un sentiero da uccellatoriNel corso della bonifica di un sentiero composto da ben mille lacci attivi nella cave dismesse di Macchiareddu, nel comune di Uta, sono stati individuati, in collaborazione con i volontari della LAV di Cagliari, anche 11 bocconi avvelenati collocati per eliminare i predatori degli uccelli selvatici. I bocconi avvelenati sono stati rimossi previa comunicazione all’Arma dei Carabinieri, repertati e consegnati a quest’ultima per lo svolgimento di indagini e segnalazione al Sindaco di Uta per le prescritte attività di bonifica dell’area.

“Nonostante disponessimo di un solo equipaggio composto da quattro soli volontari, la metà di quelli impiegati nel 2015, abbiamo accertato che i fenomeni illegali ai danni della fauna selvatica nell’area sono in fortissimo aumento, trovando il triplo di lacci attivi rispetto allo scorso anno” ha dichiarato Giovanni Malara, responsabile del campo. “Un segno inequivocabile che i boschi di Capoterra e di Uta nel mese di novembre, quello cruciale per l’uccellagione, non sono stati sottoposti ad alcun controllo antibracconaggio. Eppure sono affidati alla sorveglianza del Corpo Forestale di gran lunga più numeroso d’Italia, composto da circa 1.400 agenti. Tutto ciò è sconcertante e non tarderemo a segnalarlo nuovamente all’Unione Europea”.

Il Cabs ha infatti provveduto ad inviare dettagliata segnalazione al Ministro dell’Ambiente nella quale viene rimarcata la gravità della situazione cagliaritana, richiedendo interventi finalmente risoluti ed indagini efficaci contro la commercializzazione degli uccelli nei ristoranti cagliaritani, come richiesto, finora inutilmente, dalla Commissione Europea.

Il CABS ringrazia per l’importantissima collaborazione prestata i militari della Compagnia di Cagliari e del Comando di Capoterra dell’Arma dei Carabinieri.