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Campo Antibracconaggio in Sardegna

27 Dicembre 2015 – 6 gennaio 2016

Tordo trovato morto in un cappio abbandonatoTordo trovato morto in un cappio abbandonatoLe attività di questo campo si legano a quelle del precedente campo svoltosi nel mese di novembre 2015. Lo scopo principale di questo campo era quello di mantenere sotto pressione chi frequenta e opera illegalmente in quelle zone, contrastare ogni atto di bracconaggio individuato e, se possibile, verificare la presenza o meno di atti di bracconaggio in aree nuove, mai prima esplorate.

Nel corso dei dieci giorni abbiamo infatti ripercorso alcune zone (in particolare sopra Capoterra, nella zona di Poggio dei Pini) dove erano stati rilevati evidenti segni di inizio di attività dei bracconieri: apertura di nuovi sentieri con taglio della macchia mediterranea, legatura della vegetazione per il posizionamento delle trappole, presenza di trappole non armate su sentieri ben aperti. Abbiamo anche lavorato in aree da dove durante il campo di novembre erano stati avvistate scendere persone sospette e in zone nuove, o ormai trascurate da molti anni nei nostri campi.

Alcune giornate sono state invece spese proprio nell zone più "calde", cioè aree ben note da anni per il frequente utilizzo da parte dei bracconieri, dove però non eravamo potuti intervenire con sopralluoghi a novembre per mancanza di tempo: altre zone a nord e a ovest di Capoterra, all’inizio del Gutturu Mannu, attorno a Poggio dei Pini.

In totale abbiamo visitato 10 aree diverse. Di queste, 6 avevano ancora laccetti tesi, abbandonati da poche settimane, ma ancora in grado di catturare. Infatti nei 1.200 laccetti rimossi abbiamo rinvenuto 3 pettirossi, 3 tordi e 2 sparvieri ormai morti. Tre aree invece non presentavano tracce di uccellagione, mentre in un'area abbiamo individuato e fotografato due soggetti sospetti e la targa della loro auto. In questa stessa zona, durante l’ultimo giorno di campo, è stato organizzato un appostamento con il supporto dei Carabinieri. Questo però non ha dato esito positivo perché i due personaggi, probabilmente a causa della pioggia forte, non si sono recati sul posto. Nascoste nella vegetazione però abbiamo trovato varie parti di trappole (mazzi di ferri, mazzi di lacci, etc., compreso anche un attrezzo tipo punteruolo utilizzato per configgere a terra le trappole). In più 40 lacci per cinghiali, con una vittima ormai morta e abbandonata e un laccio per gatti selvatici.

Il risultato di 10 giorni di campo: lacci, laccetti per il bracconaggioIl risultato di 10 giorni di campo: lacci, laccetti per il bracconaggioCon questo campo e quello precedente di novembre abbiamo verificato anche per questa stagione 2015-2016 che l’attività di bracconaggio continua ad essere presente e diffusa sul territorio ma non più con i grandi numeri che si riscontravano molti anni fa quando iniziò la nostra azione di lotta. Proprio considerando questi dati e ponendoli a confronto, la situazione che ci appare oggi va ritenuta come la più importante ‘ricompensa’ per tutta la nostra attività di contrasto che svolgiamo da molto tempo nell’area. In molti luoghi però permangono uccellatori che ancora praticano consistentemente questa attività illecita e in varie altre zone conosciute come "calde" si notano ancora frequentemente sentieri più o meno attrezzati, sufficientemente aperti (ben percorribili) e dunque pronti per essere utilizzati di nuovo da un momento all’altro. Vi sono inoltre molte aree che risultano ancora inesplorate o dove avevamo già in passato individuato queste attività ma non siamo più stati in grado di recarci a controllare negli ultimi anni per mancanza di tempo sufficiente.