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Campo Ortolani 2014


Ortolano da richiamo nella sua minuscola gabbiaOrtolano da richiamo nella sua minuscola gabbiaEd eccoci ad una settimana dalla fine del nostro 4° campo per la protezione degli ortolani, sviluppatosi fra il 25 agosto e il 3 settembre. Ancora una volta in una situazione assurda. Ma meglio se vi raccontiamo tutto dal principio di quest'anno.

Pochi mesi prima del campo la Federazione dei Cacciatori Landesi aveva realizzato un documento con il quale chiedeva al governo francese di autorizzare la cattura di 30.000 ortolani attraverso le matoles, per un totale di 1.500 siti di cattura (facendo intendere che ci sarebbero 1.500 bracconieri interessati a catturare la specie). Con uno splendido salto mortale i cacciatori landesi tiravano in ballo una popolazione globale europeo-russa di ortolani di 5 milioni di coppie, per le quali i 30.000 esemplari uccisi localmente non significherebbero molto in termini di sopravvivenza globale. Peccato che in allegato citavano uno studio del Museo di Scienze Naturali di Parigi, nel quale si affermava che se la popolazione russa ed europea-mediterranea (che non migrano sulle Landes) avevano ancora dei numeri soddisfacenti, le popolazioni centro e nord europee (proprio quelle che migrano sulle Landes) stavano soffrendo cali incredibili, anche del -50% in pochi anni. Un altro caso dell'allegria con cui i cacciatori francesi fanno i loro calcoli e "danno i numeri": non dimentichiamo che per i cacciatori francesi le trappole a schiaccia sono selettive, il vischio non danneggia le piume e persino i laccetti scelgono chi strozzare. Tutto provato scientificamente da studi finanziati dai cacciatori!!.

Un ortolano liberato dal CABS durante il campoUn ortolano liberato dal CABS durante il campoEbbene in questo caso, i cacciatori landesi hanno esagerato un po'. E il Consiglio Nazionale per la Protezione della Natura non se l'è sentita di approvare l'ennesima argomentazione venatoria. La deroga se la scordano! Il CABS ha iniziato il suo lavoro di ricerca dei siti attivi, reperendo una trentina di siti attivi, mentre altri 20 attivati e denunciati (o smantellati) negli anni precedenti, sembravano ormai essere abbandonati. Un numero comunque modesto, se si considera che 600 trappolatori partecipano alle riunioni dell'associazione dei "tendeurs" locali. Stiamo ancora cercando di capire, se la maggioranza attende speranzosa la deroga per catturare oppure se ci stia sfuggendo una percentuale importante di siti (cosa improbabile).

Un team di tre volontari - scortato dalla gendarmerie e dalla polizia - ha quindi iniziato a denunciare i siti rinvenuti, coordinando le operazioni con il gruppo della LPO, che tradizionalmente compie un'unica discesa da Parigi, molto seguita mediaticamente. In totale abbiamo così denunciato 29 siti di trappolaggio (contro i 15 dell'anno scorso). Altri 5 sono stati smantellati dalla LPO su nostra segnalazione, liberando 22 ortolani, mentre un terzo team indipendente di volontari italiani è intervenuto su altri siti liberando decine di richiami illegalmente detenuti. I bracconieri non sono stati certamente a guardare e in una prima azione violenta hanno aggredito il team italiano, picchiando con bastoni uno dei due volontari, mentre l'altro era immobilizzato contro la vettura. Pochi giorni dopo, sorpresi due volontari del CABS mentre si recavano su un possibile sito, li hanno obbligati ad una fuga nel mais. Immediatamente altri bracconieri sono accorsi sul posto: uno addirittura, nella foga, ha preso male una curva ed è finito col suo quad nel fosso. L'altro, accorso con un fiorino, ha aggredito l'autista del CABS, Willi Schuppert, che si è beccato una spruzzata di gas lacrimogeno dritto in bocca, davanti agli occhi attoniti del gendarme e del poliziotto che non si aspettavano una tale violenza a sangue freddo. Per calmare gli animi, mentre Willi si dibatteva al suolo cercando di trovare l'aria per respirare, sono accorsi una ventina di gendarmi. Ovviamente abbiamo sporto denuncia contro l'aggressore, anche per bracconaggio. Il bracconiere ha ammesso tutto e i gendarmi si sono recati immediatamente in loco per sequestrare trappole e ortolani. Peccato che il figlio avesse già fatto scomparire i preziosi uccelli ed è servita una ramanzina del padre stesso, dalla stazione della gendarmeria, per convincere infine il figlio a tirar fuori gli uccelli.

A Lamothe 30 gendarmi devono accorrere per calmare un bracconiere che ha appena aggredito un volontario CABSA Lamothe 30 gendarmi devono accorrere per calmare un bracconiere che ha appena aggredito un volontario CABSIl giorno dopo i giornali principali avevano ripreso la notizia e il procuratore, infastidito dalla continua violenza dei bracconieri, ha dichiarato che "la tolleranza è finita". A questo punto abbiamo iniziato a controllare i siti precedentemente denunciati per capire quale fosse il risultato delle denunce. Su 6 casi esaminati, in 3 non vi erano più nè trappole, nè uccelli, in altri 3 tutto era rimasto come prima. "Ci hanno imbrogliato al 50%?" ci chiediamo.

Intanto un quarto gruppo di volontari francesi sembra che stia lavorando sul terreno. A quanto raccontano, anche loro si limitano a reperire i siti di bracconaggio e denunciarli, forse liberano anche gli uccelli. Comunque sia il 5 settembre, proprio il giorno dopo la discesa della LPO, si trovano per sbaglio nella zona più calda, dove nei due anni precedenti i volontari del CABS sono stati aggrediti da mandrie imbufalite di bracconieri. E così si ripete il copione. L'auto dei volontari viene bloccata da quella dei bracconieri, i ragazzi sono rapidi abbastanza da chiudersi nell'auto, ma le quattro gomme vengono subito forate. Poi con sabbia, sassi, martellate i ragazzi vengono minacciati di morte e "invitati" ad uscire. Ma davanti alla folla che monta e all'apparire di una bomboletta di gas lacrimogeno, capiscono che farebbero la fine di Willi. I bracconieri cercano allora di sollevare l'auto e ribaltarla nel fosso. Loro mettono in moto il motore e muovendosi sui cerchioni, superano il blocco e si allontanano chiamando la gendarmeria. Ma dopo poco un trattore gli blocca nuovamente la strada: gli aggressori che li hanno seguiti con un corteo di una decina di vetture, gli si fa addosso e con un cacciavite cerca di forzare la porta. Il guidatore tiene l'auto continuamente in movimento per rendergli il lavoro difficile. Infine arriva la gendarmeria in forza a togliere dai guai i volontari. La scena è ripresa da un video, poi mandato in onda dalla televisione francese locale:

Contro gli aggressori è sporta denuncia e il CABS offre pubblicamente il suo aiuto nel sostenere le spese legali dei quattro ragazzi nel processo contro i bracconieri. Questa pratica odiosa e violenta, rivolta tanto ai danni dei piccoli migratori, quanto contro volontari pacifisti che vogliono solo far rispettare le leggi francesi ed europee, deve finire in fretta. Fosse anche necessario denunciare per violenze uno per uno ogni singolo bracconiere.