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Il secondo campo del CABS contro il bracconaggio allo zigolo ortolano rompe gli equilibri

I bracconieri sparano sui volontari. Il prefetto proibisce il campo antibracconaggio e intima ai volontari di abbandonare la regione

È appena terminato il secondo campo CABS per la protezione degli ortolani nella regione de Le Landes, sul Golfo di Biscaglia. L'associazione denuncia una situazione assurda, in cui una specie protetta e fortemente minacciata è bracconata sistematicamente con l'assenso non scritto, ma nondimenon ufficiale delle autorità.

Un ortolano, tenuto come richiamo, viene liberato dal CABSUn ortolano, tenuto come richiamo, viene liberato dal CABS Quest'anno sono stati 8 i volontari italiani e tedeschi dell'associazione che in due teams hanno percorso le campagne a nord dei Pirenei alla ricerca dei siti di trappolaggio. In nove giorni di lavoro hanno rinvenuto 27 siti attivi, disattivando 679 trappole, le cosiddette "matoles" (utilizzati poi legalmente a ottobre per catturare le allodole e poi di nuovo illegalmente a novembre per i fringillidi) e liberando dalle gabbie 80 preziosissimi ortolani. Gli stessi che a dicembre, dopo l'ingrassamento artificiale, possono venire venduti fino a un prezzo di 150 € l'uno nei ristoranti.

"Nonostante le promesse fatte, le autorità non hanno mosso un dito per fermare il bracconaggio. Anzi insistono per definirla una forma di caccia tradizionale, che va difesa a tutti i costi, anche se non lo si può fare ufficialmente. Quest'anno la situazione è persino peggiorata rispetto all'anno scorso" - rifeririscono i volontari dell'associazione di ritorno dalle operazioni. "Se si pensa che la specie è sulla lista rossa di tutti i paesi d'Europa, e che qui ne vengono catturati a migliaia, proprio nel punto in cui gran parte della popolazione europea si concentra prima di attraversare i Pirenei, vengono i brividi. Eppure cacciatori e autorità insistono nel dire che la caccia non ha effetto sulle popolazioni".

Un punto di bracconaggio per ortolani appena scoperto dai volontariUn punto di bracconaggio per ortolani appena scoperto dai volontari Il CABS indirizza le proprie critiche alle stazioni della Gendarmeria di Aire-sur-l'Adour e di Tartas, che nonostante le sollecitazioni non si sono mosse per fermare i bracconieri. È anche vero che la Gendarmeria sembra essere essa stessa ostaggio dei cacciatori e dei politici che li difendono. Il 28.08 e il 30.08 i teams del CABS hanno segnalato otto siti di bracconaggio richiedendo l'intervento di una pattuglia. Questo è stato negato sul posto con la promessa di un'azione nel giro di 48 ore. Al terzo giorno i volontari sono tornati sul posto e hanno trovato tutti i siti ancora attivi. A una richiesta di spiegazioni la Gendarmeria ha risposto che non hanno potuto fare niente, perché con 5 ortolani da richiamo e 30 trappole il bracconaggio è di fatto autorizzato.

I volontari sono stati costretti ad agire da soli a proprio rischio e pericolo. Il beneplacito delle autorità rende i bracconieri aggressivi. Così su uno dei posti segnalati il cacciatore ha accolto l'arrivo dei volontari con due colpi di fucile: solo per fortuna non vi sono stati incidenti gravi. Nei pressi del paese di Campagne invece un gruppo di cacciatori hanno circondato l'auto parcheggiata dei volontari aspettandone il ritorno. Poi, dopo l'arrivo della Gendarmeria, hanno forato tutte e quattro le ruote "per evitare che gli attivisti scappassero". Gli stessi gendarmi hanno consigliato al CABS di non avvicinarsi all'auto, perché c'era un'atmosfera da linciaggio: i 5 ortolani appena liberati avevano scatenato la furia dei bracconieri.

Gli uccelli da richiamo attirano i loro conspecifici in migrazione verso le trappoleGli uccelli da richiamo attirano i loro conspecifici in migrazione verso le trappole Ma il più bello doveva ancora venire: il prefetto, vista l'incapacità di controllare i bracconieri e di garantire la sicurezza dei volontari, ha emesso un foglio di via per il CABS, intimandogli di interrompere immediatamente ogni azione che possa creare scontri con i residenti nella zona (i bracconieri) e di lasciare il distretto con l'accusa di distruggere beni altrui (trappole illegali) e di entrare in campi di proprietà di privati (quelli in cui si pratica il bracconaggio).

La Gendarmeria ha rincarato la dose, spiegando ai due teams che se avessero compiuto una nuova azione antibracconaggio, sarebbero stati immediatamente tradotti in carcere.

Il CABS in risposta preparerà una lettera di denuncia alla Commissione europea e un campo doppio per la prossima stagione. Un video sulle attività appena conclusesi è visualizzabile qui...

Per leggere invece dell'azione dell'anno scorso, seguite questo link...